16 agosto 1977: muore Elvis Presley. Il “re” del rock

Il 16 agosto del 1977 è un giorno triste per il mondo della musica e, in particolare, per quello del rock. Si spegne infatti, all’età di 42 anni, “The King“, ossia quello che era considerato come il re dei rockers: Elvis Presley. Al momento della sua scomparsa Elvis era già divenuto un’icona del mondo dello spettacolo. In 24 anni di carriera Presley ha partorito una discografia infinita con oltre un miliardo di dischi venduti, tutt’ora il record per un singolo cantante.

Marchi di fabbrica di Elvis erano state le sue movenze (il suo moto ondulatorio col bacino gli fruttò il soprannome di “Elvis the pelvis“) e l’abbigliamento decisamente eccentrico e sopra le righe. Ma, negli ultimi anni di carriera, il cantante era ormai irriconoscibile: gonfio e devastato da una vita di eccessi anche alimentari morì per un attacco cardiaco alla vigilia di un concerto a Portland. A trovarlo, in mattinata, nel bagno della sua abitazione di Mephis, la tenuta Graceland Mansion, agonizzante, fu la compagna, Ginger Alden. Elvis fu trasportato all’ospedale, ma ogni tentativo di salvarlo fu vano.

La sua morte diede origine a miti e leggende di ogni tipo: da una possibile origine aliena del cantante alla tesi che avesse inscenato la sua scomparsa per ritirarsi dal mondo dello spettacolo.

 

 

Cristiano Puglisi

Classe 1984. Laureato in Storia e Lettere moderne, Master in Editoria ed Executive master in Relazioni pubbliche. Esperto in comunicazione e relazioni istituzionali, collabora con Conoscerelastoria.it.

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