17 giugno 1994: l’arresto in diretta televisiva di O.J. Simpson

Alle ore 00.10 del 13 giugno del 1994, la moglie del campione di football e attore americano Orenthal James Simpson (detto “O.J.”), Nicole Brown Simpson, fu ritrovata morta in casa propria insieme a un cameriere 25enne, Ronald Lyle Goldman, nella sua casa di Los Angeles. I due cadaveri si trovavano in un lago di sangue, feriti da svariate coltellate.

Simpson, che la stessa notte aveva preso un aereo per Chicago, tornò il giorno seguente. Dopo essere stato ammanettato fu rilasciato. Simpson assunse come avvocato Robert Shapiro, un celebre “principe del Foro”. Nella notte tra il 16 e il 17 giugno fu formulata un’accusa esplicita di duplice omicidio di primo grado a carico di Simpson. La mattina del 17 giugno la polizia avvisò Shapiro, chiedendo che Simpson si consegnasse spontaneamente entro le 11. Shapiro andò a casa dell’amico Robert Kardashian, dal quale Simpson aveva passato la notte.

Simpson non si presentò alla centrale e Shapiro giustificò il ritardo con delle visite mediche per depressione. Quando la polizia arrivò all’abitazione di Kardashian, scoprì che Simpson era fuggito in auto, con l’ex compagno di squadra Al Cowlings, su una Ford Bronco bianca di proprietà dello stesso Cowlings. In una conferenza stampa Shapiro annunciò che Simpson era in condizioni psicologiche delicate e che avrebbe potuto suicidarsi.

La polizia intercettò la Ford Bronco sull’autostrada 405 diretta verso la Contea di Orange, l’inseguimento fu ripreso in diretta tv e seguito da 75 milioni di telespettatori. Finì, dopo le ripetute minacce di suicidio da parte di Simpson, quando il campione di football arrivò a casa sua, intorno alle 19.45 e, dopo essere rimasto solo (Cowlings era sceso appena la macchina si era fermata) per un’ora all’interno dell’auto, si arrese e fu arrestato.

Simpson sarà assolto all’unanimità al termine del processo penale nel 1995 poiché non esistevano elementi per poterlo riconoscere colpevole “oltre ogni ragionevole dubbio“, ma fu condannato in sede di processo civile a un pesante risarcimento che condizionerà gli anni seguenti della sua vita. Nel 2008 sarà condannato, nell’ambito di una nuova vicenda giudiziaria, per rapina e sequestro di persona. È tornato in libertà vigilata solo nel 2017.

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Redazione di Conoscerelastoria.it

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