17 luglio 1936: con l’Alzamiento Nacional scoppia la Guerra Civile Spagnola

Il 17 luglio del 1936 i militari del Tercio de Extranjeros di stanza nel Marocco spagnolo danno il via a una rivolta (che diverrà nota come Alzamiento Nacional) contro l’esecutivo repubblicano, guidato dal Fronte Popolare, di Madrid. Il colpo di Stato riesce a ottenere il supporto di una quota consistente dell’esercito spagnolo e della totalità dell’Armata d’Africa. Nel frattempo a Pamplona, capoluogo della Navarra, territorio dove risultavano prevalenti i i carlisti, il generale Emilio Mola era riuscito a far convergere le diverse fazioni ostili al Governo generando un secondo epicentro della ribellione.

Oltre a Mola, a dirigere il sollevamento furono soprattutto altri tre generali: Gonzalo Queipo de Llano, José Enrique Varela e Francisco Franco. Il colpo di Stato, a differenza di quanto avevano immaginato i suoi promotori, non riuscì a chiudersi con un rapido successo. I lealisti alla Seconda Repubblica, infatti, (socialisti, repubblicani, liberali) riuscirono a mantenere il controllo di Barcellona e Madrid, così come di buona parte della Spagna centrale e della costa orientale. I giorni seguenti all’Alzamiento furono caratterizzati anche da una cruenta repressione anti-cattolica, da parte dei repubblicani: nel giro di due settimane furono massacrati oltre 800 sacerdoti, mentre nelle zone controllate dai ribelli monarchici e nazionalisti vi furono numerose purghe di massoni e socialisti.

Era l’inizio della Guerra Civile Spagnola, che sarebbe durata fino al 1939, causando l’intervento di potenze straniere e la morte di oltre 270mila persone.

 

 

 

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Redazione di Conoscerelastoria.it

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