1923: nasce l’esame di maturità per volere del Ministro e filosofo Giovanni Gentile

Oggi meta attesa degli studenti superiori, sorta di rito iniziatico che segna il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, l’esame di maturità compie quest’anno 98 anni.

Fu infatti introdotto nel 1923 dal filosofo e Ministro dell’Istruzione del Governo Mussolini Giovanni Gentile. La celebre Riforma Gentile prevedeva l’esame strutturato in 4 prove per conseguire la licenza liceale classica e scientifica. Le prime due di italiano e di latino (materie comuni ad entrambe le scuole), le seconde di greco e latino al classico e di matematica e disegno tecnico allo scientifico.

Commissione esterna, formata da docenti universitari.

Il livello di selettività spinse, tuttavia, il Governo Mussolini a rivedere le modalità di svolgimento dell’esame. Si pensi che nell’ a.s. 1924/1925 la percentuale dei promossi non arrivava al 55% per il classico e al 60% per lo scientifico. Percentuali estremamente basse oggi, figuriamoci in un’Italia nella quale il numero degli allievi delle scuole superiori era di gran lunga inferiore rispetto ai tempi odierni.

Sostituito da uno scrutinio negli anni della Seconda Guerra Mondiale, l’esame di maturità fu reintrodotto nella Riforma Gonella del 1952 subendo, per oltre 60 anni e passando per 10 Ministri, profonde trasformazioni fino alla maturità 2021, la seconda dell’era Covid-19.

 

 

 

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(Fonte immagine di sfondo: https://www.veronasera.it/attualita/esame-maturita-presenza-date-norme-valutazioni-studenti-incognite-3-giugno-2020.html)

Redazione Conoscere La Storia

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