2 settembre 1945: il Giappone firma la resa. Termina la Seconda Guerra Mondiale

Nell’agosto del 1945, dopo i bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki, il Giappone è un Paese sconvolto. L’ultima delle potenze dell’Asse Roma-Berlino-Tokyo a non essersi ancora arresa agli alleati e che aveva condotto gli ultimi mesi del conflitto, ormai perso, impiegando gli attacchi dei coraggiosi kamikaze sulle navi americane, deve definitivamente alzare bandiera bianca. A farsi promotore dell’accettazione della resa incondizionata imposta dagli alleati fu lo stesso imperatore, Hiroito, che in una riunione svoltasi tra il 9 e il 10 di agosto sostenette in prima persona questa posizione.

Durante la prima metà di agosto l’Unione Sovietica, che aveva dichiarato guerra a Tokyo dopo il bombardamento su Hiroshima, aveva peraltro conquistato gran parte della Manciuria. Tuttavia non tutti accettarono la linea tracciata dall’imperatore. Alcuni ufficiali tentarono, per evitare la resa, un colpo di Stato, che fu tuttavia bloccato sul nascere. Hiroito potè così leggere alla radio l’accettazione della resa solo il 15 di agosto.

Il successivo 2 settembre, a bordo della nave USS Missouri, ormai ancorata nella Baia di Tokyo, il generale americano Douglas MacArthur presiedette alla cerimonia della firma della resa da parte del Giappone, rappresentato per l’occasione dal ministro degli Esteri Mamoru Shigemitsu e dal generale Yoshijirō Umezu.

La più grande tragedia nella storia dell’umanità era ufficialmente terminata.

 

 

Cristiano Puglisi

Classe 1984. Laureato in Storia e Lettere moderne, Master in Editoria ed Executive master in Relazioni pubbliche. Esperto in comunicazione e relazioni istituzionali, collabora con Conoscerelastoria.it.

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