25 giugno 1243: Sinibaldo Fieschi è papa con il nome di Innocenzo IV

Due anni dopo l’elezione e la morte (avvenuta solo 17 giorni dopo la conclusione del conclave) di papa Celestino IV, in una situazione di pieno scontro, all’interno della penisola italiana e a Roma, tra guelfi e ghibellini, e, a livello europeo, tra il Sacro Romano Impero e il Papato, si tiene la riunione che, il 25 giugno del 1243, innalza infine al soglio pontificio il cardinale Sinibaldo Fieschi, con il nome di Innocenzo IV.

Nel 1242 ad Anagni i cardinali avevano chiesto, dopo una lunga trattativa, la liberazione dei due porporati tenuti come prigionieri dall’imperatore Federico II, il quale acconsentì solo a condizione che, una volta eletto il nuovo pontefice, questi sarebbero tornati alla loro condizione di prigionia. L’anno seguente il collegio potè quindi finalmente riunirsi e la scelta ricadde appunto sul Fieschi, eletto all’unanimità anche con l’avallo dello stesso imperatore, che auspicava di trovarsi di fronte un pontefice meno ostico dei precedenti tanto che, mentre si trovava a Melfi, inviò al nuovo papa una lettera di congratulazioni nella quale faceva elogio della sua famiglia.

Solo due anni più tardi, tuttavia, lo stesso Innocenzo IV scomunicherà e deporrà, con il Concilio di Lione, lo “stupor mundi”, gettando l’Impero nel caos.

 

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Redazione di Conoscerelastoria.it

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