27 giugno 1950: giustiziata in Cecoslovacchia Milada Horáková

Sono le sei del mattino del 27 giugno 1950 quando Milada Horáková, una donna di 48 anni, viene impiccata nel cortile del carcere di Pankrác a Praga. Giurista e attivista socialista, la Horáková era stata uno dei membri di spicco della resistenza all’occupazione nazista iniziata nel 1938. Nel 1940 era stata arrestata una prima volta dalla Gestapo e condannata a morte, una sentenza successivamente commutata con la condanna all’ergastolo.

Sopravvissuta al campo di concentramento di Terezin e alla prigionia, con la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1945, è liberata insieme al marito e, candidatasi alle elezioni, è eletta parlamentare e, successivamente, presidente del Consiglio Nazionale delle donne cecoslovacche. Tuttavia nel 1948, con il colpo di Stato che porta la Cecoslovacchia nell’orbita comunista, si dimette dal parlamento, tornando a svolgere il ruolo di oppositrice, questa volta nei confronti del nuovo regime.

Il 27 settembre del 1949 viene arrestata per la seconda volta, con l’accusa di spionaggio e cospirazione. Successivamente, l’8 giugno del 1950, è nuovamente condannata a morte. Questa volta, però, non riuscirà a salvarsi, nonostante la prospettiva dell’esecuzione di una madre di famiglia (aveva una figlia di 16 anni) avesse destato molta impressione. Anche le proteste del mondo occidentale non serviranno a nulla. La Horáková fu l’unica donna tra le 234 vittime giustiziate nella Cecoslovacchia comunista dal 1948 al 1960.

Cristiano Puglisi

Classe 1984. Laureato in Storia e Lettere moderne, Master in Editoria ed Executive master in Relazioni pubbliche. Esperto in comunicazione e relazioni istituzionali, collabora con Conoscerelastoria.it.

Articolo Precedente

Gli ussari alati polacchi: la forza e il terrore

Articolo successivo

Sant’Antioco: torna la Summer School di Archeologia Fenicio-Punica