27 marzo 1638: il terremoto che devasta la Calabria

L’Italia è purtroppo stata soggetta, nella sua storia, ai fenomeni sismici. Alcuni di questi con proporzioni devastanti. Logicamente siamo portati a ricordare quelli più prossimi, cronologicamente parlando. Tuttavia, sebbene raramente ricordato, quello che avvenne il 27 marzo del 1638, fu un evento di proporzioni drammatiche.

La prima scossa si verificò di sera, alle 22 e investì le pendici della Sila e la costa tirrenica a nord del golfo di Sant’Eufemia. In alcune località si raggiunse un’intensità pari all’11esimo grado della scala Mercalli. Per rendere l’idea, basti qui dire che, fino al 1902, la scala contava soltanto 10 gradi, mentre in quell’anno ne vennero aggiunti due, portandola così a 12.

Diversi centri (come Martirano, Rogliano, Santo Stefano di Rogliano, Grimaldi e Carpanzano) vennero completamente distrutti. 17 in totale furono le località sulla costa praticamente rase al suolo. Con questi, 10mila unità abitative, mentre il vescovo di Martirano (il luogo in cui si registrò la massima intensità) Luca Cellesi, riportò in un documento ufficiale stilato l’anno seguente che la sua diocesi era passata da 12mila a 6mila e 500 abitanti. Naturalmente non tutti erano periti sotto le macerie, ma molti erano stati costretti ad abbandonare quei territori in seguito alle devastazioni che li avevano resi totalmente inospitali.

 

Immagine via commons.wikimedia.org, autore Curinghese

 

conoscerelastoria.it

Redazione di Conoscerelastoria.it

Articolo Precedente

26 Marzo 2000: Vladimir Putin eletto presidente della Federazione Russa

Articolo successivo

Chi non beve con me… peste lo colga!