30 luglio 1627: il terremoto della Capitanata devasta la Puglia. Oltre 4.500 morti

La storia d’Italia è piena di eventi sismici importanti. Tra questi va annoverato il terremoto che, il 30 luglio del 1627, colpì la Puglia, con epicentro a San Severo, nella provincia della Capitanata del Regno di Napoli. Provincia di cui San Severo, fino al 1579, era stato il capoluogo. La scossa principale del terremoto fu avvertita verso le 11 del mattino e raggiunse i 6,7 punti di magnitudo sulla scala Richter, l’intensità maggiore mai registrata in Puglia, venendo percepita fino a Napoli.

I borghi e i centri maggiormente danneggiati furono Apricena,  Capriola, San Paolo di Civitate, Lesina, San Severo e Torremaggiore. Ad Apricena morì il 45% degli abitanti, a San Paolo e Capriola il 35%. Dopo il terremoto ondate di maremoto si abbatterono sulla costa adriatica addirittura dall’Abruzzo fino al golfo di Manfredonia. Il numero totale delle vittime non è conosciuto con certezza ma si sa che sicuramente furono più di 4.500 anche se alcuni parlano di decine di migliaia di morti.

La Regia Camera concesse alle zone colpite l’esenzione dai tributi per un decennio anche se, purtroppo, la ricostruzione fu lenta anche in virtù delle numerose e ulteriori scosse che colpirono la zona per circa un anno.

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Redazione di Conoscerelastoria.it

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