6 maggio 1527: il sacco di Roma

Secondo diversi storici, la data del 6 maggio 1527 dovrebbe essere utilizzata come spartiacque per segnalare la fine del Rinascimento. Tale scelta è dovuta a un accadimento in particolare: il sacco di Roma a opera dei lanzichenecchi, i soldati mercenari tedeschi arruolati nell’esercito dell’imperatore Carlo V d’Asburgo, che determinò il definitivo declino politico e militare degli stati italiani e che avvenne nell’ambito della cosiddetta “Guerra della Lega di Cognac”. Questa si sviluppò tra il 1526 e il 1530 e vedeva opporsi l’Impero da un lato e la Francia dei Valois, alleata del Papato, dall’altro.

La Lega di Cognac era composta, oltre che dal Papato e dalla Francia, sul cui trono siedeva Francesco I, anche dal Ducato di Milano, dalla Repubblica di Venezia, dalla Repubblica di Genova e dalla Firenze dei Medici. L’imperatore tentò in un primo momento di estorcere un’alleanza al pontefice Clemente VII, sobillando la rivolta della nobile casata romana dei Colonna, storici rivali dei Medici. Il papa si trovò ben presto nella scomoda posizione di assediato e dovette, come previsto, chiedere aiuto all’imperatore, in cambio dello scioglimento dell’alleanza con i francesi.

Una volta ritirate a Napoli le truppe dei Colonna, tuttavia, il papa si smentì e chiamò in suo supporto Francesco I. L’imperatore ordinò allora l’intervento armato contro lo Stato Pontificio, inviando un contingente di 12mila lanzichenecchi imperiali, al comando del generale tirolese Georg Von Frundsberg, noto per il disprezzo verso il Papato.

Dal novembre del 1526 l’avanzata lungo la penisola proseguì di successo in successo, ma le truppe imperiali, raggiunte presto da un contingente spagnolo, manifestavano disagio e scarsa disciplina per l’assenza di rifornimenti. Frundsberg, malato, il 22 marzo 1527 dovette lasciare il comando a Carlo di Borbone. Questi ricevette presto una proposta di tregua da Clemente VII, preoccupato per l’invasione e disposto a pagare. Fu rifiutata anche perché, stanchi e stremati, i soldati imperiali erano attirati dalla possibilità di saccheggiare Roma.

Il sacco di Roma, che avvenne appunto il 6 maggio seguente, ebbe una portata drammatica: 20mila romani furono massacrati dai soldati e 30mila morirono in seguito a causa della peste portata dai lanzichenecchi. Il papa fu infine costretto a una rovinosa resa e a pagare 400mila ducati per porre fine all’occupazione.

 

 

 

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Redazione di Conoscerelastoria.it

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