L’omicidio (irrisolto) di via Poma, 7 agosto 1990

Uno dei casi di cronaca nera più noti in Italia è senza dubbio quello di Simonetta Cesaroni. La donna, segretaria 30enne che lavorava presso uno studio di commercialisti, era stata incaricata di seguire per qualche settimana un cliente dello studio, la ditta AIAG, i cui uffici si trovavano al numero civico 2 di via Poma. Il 7 agosto Simonetta si recò negli uffici del cliente per il disbrigo di alcune pratiche.

La Cesaroni avrebbe dovuto chiamare il suo titolare, Salvatore Volponi, alle 18.20. Ma quella chiamata non arrivò mai. L’ultima telefonata di Simonetta da viva fu quella a Luigia Berrettini alle 17.15. Passata l’ora di cena i genitori di Simonetta, preoccupati, contattarono Volponi e, insieme a questi, giunsero allo stabile di via Poma dove, fattisi aprire dal portiere, trovarono il cadavere della ragazza, seminudo e orribilmente sfigurato. Simonetta Cesaroni era stata uccisa con 29 coltellate.

In oltre 20 anni diverse persone furono accusate dell’omicidio, tra cui il fidanzato della ragazza, Raniero Busco, assolto con formula piena dalla Corte di Cassazione nel 2014. Il caso è ancora oggi senza soluzione.

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Redazione di Conoscerelastoria.it

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