8 giugno 1638: un terremoto devastante sulla Sila

L’8 giugno del 1638 in Calabria, per la precisione nell’area della Sila Piccola, si verifica un terremoto devastante. Il sisma segue quello del precedente mese di marzo, che aveva provocato enormi devastazioni e diverse migliaia di vittime. Secondo i sismologi, anche questo secondo episodio fu di enorme entità, raggiungendo, nell’epicentro, il decimo livello della Scala Mercalli.

Secondo la relazione ufficiale del consigliere del vicerè spagnolo, Ettore Capecelatro, a causa della scossa furono complessivamente distrutti sei paesi e altri quindici, fra cui Crotone e Catanza, registrarono ingenti danni. Impressionante è poi la descrizione della faglia che si venne a creare, dalla quale fuoriuscivano quantitativi di gas. “Dal confine di Policastro fin’all’estrema parte della montagna, che chiaman Sila, alla volta di Tramontana, si abbassò per trè palmi dall’un lato il terreno, per lo spazio di sessanta miglia, con diritto solco stendendosi, e quel, che riesce di maggior maraviglia, si diffuse con ugual tenore, non meno nelle più basse valli, che nelle più alte montagne; Fu qui similmente osservato, che da quelle voragini esalava fuora fetor di solfo, e che per alcune sere, che precessero al terremoto”, annotò il vescovo calabrese Agazio Di Somma.

Tuttavia, a quanto risulta, in questo caso, a differenza di quanto avvenuto nel mese di marzo, non vi furono vittime. L’epicentro del terremoto si verificò infatti in una zona all’epoca quasi totalmente spopolata.

conoscerelastoria.it

Redazione di Conoscerelastoria.it

Articolo Precedente

L’incoronazione di Luigi XIV, il sovrano più longevo di tutti i tempi

Articolo successivo

Cinema: il “bauscia” milanese, un simbolo dell’Italia del “boom”