Accadde oggi. Alessandria, 5/4/’45. L’ultimo bombardamento anglo-americano fa strage di bambini

Alessandria, 5 aprile 1945. L’ultima incursione aerea sul Nord Italia prima della Liberazione.

E’ un giorno di scuola nella città piemontese, il quarto dopo la Pasqua che nel ’45 cade il primo di aprile.

L’occupazione tedesca, le bombe e la fame non frenano le lezioni. Certo, Alessandria è segnata dalla guerra e dalle distruzioni da essa portate, fra le quali la locale sinagoga violata e saccheggiata.

Ma quel giorno (appena tre settimane prima dalla conquista anglo-americana di Milano), con fascisti e reparti tedeschi in rotta forse nessuno può aspettarsi un attacco aereo.

L’incursione lascia sul campo 160 morti. Fra questi ci sono 40 bambini, tutti allievi dell’Istituto Maria Ausiliatrice di via Gagliaudo.

Le bombe non risparmiano nessuno: bimbi, maestre, suore.

Ma perché colpire se ormai il Nord Italia è quasi del tutto in mano agli Alleati?

Alessandria è al centro del Triangolo industriale Milano-Torino-Genova, dunque uno di quegli obiettivi che gli anglo-americano colpiscono duramente nel corso di tutta la campagna di bombardamento aereo nel settentrione.

Inoltre proprio il 5 aprile la 92° Divisione fanteria dell’US Army muove una manovra diversiva sulla costa ligure, preceduta da bombardamenti d’artiglieria e di aerei.

Le forze tedesche e fasciste, pur fiaccate e ridotte di numero dopo l’ultima, vana offensiva scatenata dal’Asse nell’ultimo mese del ’44, riescono a fermare l’avanzata di un’altra unità, il 370° fanteria statunitense bloccato da fuoco di sbarramento. 

Si può dunque presumere che l’incursione su Alessandria rientri nel tentativo di spezzare le linee di rifornimento tedesche verso la Liguria.

Non tornano tuttavia alcuni aspetti del bombardamento. Sì, Alessandria è nel Triangolo industriale ma l’unica azienda davvero strategica è l’impianto siderurgico, che sta a Novi Ligure. Le altre aziende sono del settore tessile, delle macchine agricole e dolciario dunque obiettivi tutt’altro che importanti per uno stormo di bombardieri.

Eppure la città è colpita ripetutamente per tutto il conflitto. Il 30 aprile 1944, ad esempio,  le bombe cadono sul centro e sui quartieri popolari e la caccia di scorta mitraglia a terra.

Poi ulteriori mitragliamenti e bombe nei mesi successivi fino a quell’inatteso attacco, laddove ormai non c’è più alcunché da colpire.

Ancora, negli ultimi giorni di aprile, aerei anglo-americani proseguono con mitragliamenti  ai danni di una città che ha dato tutto ciò che può dare: distrutta fisicamente e nell’animo e con oltre 500 morti dall’inizio della campagna aerea degli Alleati.

E con quei 40 bambini che pesano sulla coscienza di un Popolo ancora convinto di aver vinto la guerra… Eppure al trattato di pace ci fu solo spazio per le nostre colpe, non per i nostri meriti né per i nostri morti. Bimbi in testa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Foto di sfondo: David Mark da Pixabay)

Redazione Conoscere La Storia

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