Anagni: il luogo dello “schiaffo”

Anagni è il luogo del famoso “schiaffo”. Il 7 settembre del 1303 un manipolo di uomini guidati da Guglielmo di Nogaret, consigliere del re di Francia Filippo il Bello, e Sciarra Colonna si dirigono armati ad Anagni, dove da qualche mese risiede papa Bonifacio VIII, in procinto di scomunicarli. Al grido di “Muoia papa Bonifacio VIII, viva il re di Francia!”, gli assalitori, col favore dei capifamiglia più importanti della città prima saccheggiano i palazzi dei cardinali amici dei Caetani (la famiglia del papa, che per certe sue decisioni politiche non è vista di buon grado), poi si dirigono verso il pontefice. Le urla si mischiano alle imprecazioni, il papa è messo alle strette e chiede una tregua.

Nel pomeriggio, rifiuta la resa. A questo punto Sciarra Colonna, sfondate le ultime resistenze, riesce a portarsi al suo cospetto, minacciando di ucciderlo se non avesse abdicato o ritirato la bolla. Leggenda vuole che Sciarra in risposta al suo contegno altero lo schiaffeggiasse con un guanto, il che non è provato da alcun documento. Comunque sia, Bonifacio viene catturato: sarà liberato, poco dopo, dallo stesso popolo di Anagni in segno di protesta per l’inaccettabile oltraggio subito dal Vicario di Cristo.

Questo episodio dai toni semileggendari riecheggia ancora oggi nel palazzo Caetani e nella cosiddetta “sala dello schiaffo” finemente affrescata. Poco lontano, sulla sommità del borgo, si trova il duomo (XI secolo) con l’interessante ciclo di affreschi conservati nella cripta che raffigurano scene dell’Antico e Nuovo Testamento.  Qui Alessandro III, nel 1160, scomunicò l’imperatore Federico Barbarossa e sempre qui si conserva la tomba di famiglia dei Caetani nella cappella omonima. Le ossa di Bonifacio però sono altrove: riposano a Roma, in Vaticano, perché a Roma morì, il vecchio papa, pochi mesi dopo l’oltraggio, il cuore spezzato dall’indignazione.

Redazione Conoscere La Storia

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