Novantasette anni di Aeronautica Militare. Un marinaio umbro il fondatore dell’Accademia Aeronautica

Novantasette anni fa nasceva l’Aeronautica Militare anzi, la Regia Aeronautica.

Ma al tempo la celebre Accademia oggi sita a Pozzuoli non esisteva ancora. E a dotare gli Allievi dell’Aeronautica di una sede per i Corsi ci pensò un uomo di mare… originario dell’Umbria.

Per i contemporanei associare la parola “marinaio” a Narni può far sorridere perché l’ameno borgo umbro alle porte di Terni dista oltre 100 chilometri dalla costa più vicina. Eppure quell’angolo di Umbria verde al blu del mare è legato da quando i romani vi realizzarono un cantiere navale, i cui scafi scivolavano dolcemente sul Nera e sul Tevere fino al Tirreno. Non solo, perché in una vasta area nei pressi della stazione fanno, tuttora, capolino i resti dell’ex stabilimento SPEA (Società Prodotti Esplodenti Autarchici), struttura di proprietà della Regia Marina prima e della Marina Militare poi (fino ai primi anni Duemila).

Inoltre lo sviluppo tardo ottocentesco della siderurgia nella Conca ternana fa delle vicine acciaierie e delle sue maestranze risorsa ambita per la Regia Marina, dato che dal polo industriale provenivano scafi, artiglierie e ottimi macchinisti. E ufficiali. Ufficiali come Giulio Valli, classe 1875, rampollo di una nobile famiglia di Narni il cui nome è legato allo sviluppo del paese a cavallo fra la fine del XIX e gli inizi del XX Secolo. Il giovane Valli sceglie la carriera militare nella Regia Marina (percorso seguito anche da un altro dei quattro fratelli) ma con gli occhi rivolti verso l’alto. In piena Guerra italo-turca, infatti, è imbarcato sui dirigibili che appoggiano le truppe italiane in Libia, conflitto durante il quale gli italiani sono i primi a sperimentare il bombardamento aereo, con il lancio di una granata da un velivolo.

Seppure lenti e poco manovrabili, le aeronavi si mostrano fondamentali per le operazioni di ricognizione a lungo raggio e anche per azioni di attacco al suolo, tanto da essere nuovamente schierate tre anni dopo nella Prima Guerra Mondiale. Stavolta, però, i risultati ne indurranno un veloce ritiro dal servizio a fronte delle considerevoli perdite causate dalla caccia nemica. Giulio combatte nella Grande Guerra volando con quella prima Squadriglia Navale per la quale il maggiore Gabriele D’Annunzio conia il motto “Sufficit Animus! – Basta il coraggio!” e al comando della quale partecipa al bombardamento di Pola (21-22 giugno 1918). Alla fine delle ostilità Valli è Capitano di Vascello (equivalente di Colonnello), ha ricevuto una Medaglia d’Argento al Valor Militare ed è Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia.

La carriera andrà avanti ricoprendo incarichi nel Corpo di commissariato militare, nel Ministero delle Colonie, all’Ufficio personale della Marina; nel 1940 è a capo della Commissione per l’armistizio fra Italia e Francia a Villa Incisa. Poi, la nomina a Senatore del Regno d’Italia.

Nel 1923, anno in cui nasce l’Aeronautica, Valli partecipa alla fondazione della Regia Accademia Aeronautica che, fino al 1926, è acquartierata negli spazi dell’Accademia Navale di Livorno. L’Istituto cambierà più volte sede: Reggia di Caserta fino al ’43, Forlì (per meno di un mese), Collegio Navale di Brindisi, Nisida (Bagnoli, dal ’45 al ’62) e infine l’attuale di Pozzuoli.

È sempre Valli, inoltre, a scegliere il nome dei 19 corsi da allievo ufficiale (ruolo normale) dell’Accademia: da “Aquila” a “Zodiaco”, che ad oggi sono arrivati alla quinta generazione. Unica eccezione il Corso “Rex” del 1936, mutato in “Rostro” nel 1956 (“Rex” ricordava la monarchia) e per questo un anno “indietro” rispetto agli altri. Poco male, perché dal “Rostro” arrivano i migliori dell’Aeronautica Militare del dopoguerra: dal generale Mario Arpino, Capo di Stato Maggiore della Difesa dal ’99 al 2001 (e convinto sostenitore dell’ingresso delle donne nelle Forze Armate), all’attuale Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Enzo Vecciarelli (Rostro II), passando per il generale Jan Slangen (Rostro III) comandante delle Frecce Tricolori dal 2012 al 2016.

 

 

 

 

(Fonte immagine di sfondo: https://twitter.com/ItalianAirForce/status/1243503350940909569/photo/1)

Marco Petrelli

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e Società (curriculum Storia e Politica internazionale) conseguita all'Università di Roma Tre e una in Storia all'Università di Firenze, è giornalista freelance orientato su temi di esteri, difesa e storia. Reporter embedded segue le attività dei militari italiani in Patria e nelle aree di crisi. Collabora con riviste di settore (BBC History, Aerojournal, Rivista Italiana Difesa, EastWest, Affari Internazionali) e con quotidiani (IlGiornale.it, LiberoQuotidiano.it). È autore di due titoli sull'Aeronautica Nazionale Repubblicana e di un libro (in arrivo) dedicato alla Seconda Guerra Mondiale nei Balcani.

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