Balcani. Serbia: i cetnici, guerriglieri e patrioti fra lealtà e collaborazionismo

Cetnici. Un nome che ai più dirà ben poco malgrado la loro storia sia intrecciata a quella della Serbia degli ultimi 70 anni.

I cetnik (Esercito jugoslavo in patria) nascono nel 1941, all’indomani dell’invasione italo-tedesca del Regno di Jugoslavia, per opporsi agli occupanti. La Seconda Guerra Mondiale non è però il primo conflitto durante il quale compare il nome cetnik. Già in Età Moderna, infatti, cetnici sono reparti di cavalleria che si battono contro gli ottomani, padroni delle terre balcaniche.

Partigiani, dunque, in attività molto prima che il Josip Broz faccia capolino sullo scenario bellico.

Comunisti? No, monarchici e talmente legati al giovane Re Pietro da autoimporsi di non tagliare la barba fino a che il sovrano non torni sul suo trono.

Soldati e abili cavalieri, essi rappresentano l’avanguardia del disciolto esercito jugoslavo nei mesi immediatamente successivi alla disfatta e alla completa occupazione del paese. Sono guidati da un ufficiale di grandi esperienza e carisma, Dragoljub “Draža” Mihailović.

Serbi e di fede ortodossa, uniscono alla lotta per l’indipendenza il carattere nazionalista e l’elemento religioso che nei Balcani si fondono, diventano tutt’uno.

Il primo nemico dei cetnici sono, oltre ai tedeschi, le ustascia croate. La milizia Ustase (letteralmente sollevarsi) è fondata da Ante Pavelic, capo dell’omonimo movimento ultra nazionalista croato e Reggente dello Stato Indipendente di Croazia alleato dell’Asse.

Uno Stato a sovranità limitata: il re di Croazia, infatti, è Aimone Duca di Spoleto che, suo malgrado, governerà il paese indirettamente.

I croati sono collaborazionisti, sono indipendentisti (non vogliono tornare sotto la corona jugoslava) e tramano anche contro i loro stessi alleati.

Gli ustascia, infatti, lottano al fianco degli italiani, auspicando un domani di potersi affrancare dal giogo di Roma. E per farlo non mancano di tenere rapporti più stretti con i tedeschi…

Il teatro d’operazioni balcanico è tutt’altro che semplice. Le alleanze sono molto fluide e la fedeltà di un gruppo etnico e di una milizia dipendono, spesso, più dalla tutela degli interessi locali che non da reali convinzioni ideologiche.

I cetnici stessi, schierati contro l’Asse, arrivano a collaborare con gli italiani per contenere il nazionalismo ustascia. E anche per contrastare la guerriglia comunista di Tito che nel frattempo ha iniziato ad espandersi… e a concorrere con quella cetnica.

Testa di ponte degli Alleati in Jugoslavia fino al 1943, la parabola discendente dei cetnici inizia quando gli inglesi puntano su Tito e sull’AVNOJ (Consiglio antifascista di liberazione popolare della Jugoslavia). Le ragioni del cambiamento delle alleanza sono da ricercarsi nell’atteggiamento, mutevole, dei cetnici nella loro lotta ai tedeschi e agli italiani e nel fatto che Josip Broz Tito sia, di fatto, uomo di Stalin in Jugoslavia. Anche in guerra gli “appoggi” politici contano e Mihailović perde importanza.

Il legame con i tedeschi si fa dunque necessario. Privi del supporto degli anglo-americani e sin dall’inizio della loro lotta in guerra con i partigiani di Tito, i cetnici cercano ormai solo di sopravvivere consapevoli che la nuova Jugoslavia non vedrà il ritorno di Pietro sul trono. E’ lo stesso sovrano, infatti, a riconoscere ufficialmente (su pressione di Londra e Washington) l’Armata popolare di Josip Broz quale legittimo attore nella guerra di liberazione del suo paese, un regno ormai finito e che il sovrano, poco più che adolescente, dovrà presto abbandonare.

Ciò che resta dell’Armata cetnica, invece, si scioglie. Il nuovo regime comunista processa per collaborazionismo Mihailović e lo impicca nel 1946.

Chi volesse approfondire la vicenda bellica dei cetnici, specie per ciò che concerne la collaborazione con gli italiani, si consiglia la lettura de I Cetnici nella Seconda Guerra Mondiale di Stefano Fabei (LEG Edizioni, coll. Le Guerra, 2017).

 

 

 

(Fonte foto di sfondo: http://sakeritalia.it/europa/serbia/draza-mihailovic-luomo-sul-quale-sara-ricostruita-la-futura-serbia/)

Redazione Conoscere La Storia

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