Francesco Baracca, la memoria di un Asso fra Esercito ed Aeronautica

(di Marco Petrelli)

Francesco Baracca, asso degli assi della I Guerra Mondiale, è un eroe in grigio-verde o in grigio azzurro? La sua figura è sentita più dall’Aeronautica o più dall’Esercito?

L’Asso di Lugo è ricordato in una recente pubblicazione,  “A la Chasse!” di Alessandro Cornacchini , edita per le Edizioni della Rivista Aeronautica.

Il suo “cavallino”, oltre ad essere simbolo di un gioiello del made in Italy, la Ferrari, è stemma del 4° Stormo con sede a Grosseto, perno della nostra difesa aerea.

All’ufficiale, già in servizio presso il 2° Reggimento “Piemonte Cavalleria” e aviatore del Corpo Aeronautico del Regio Esercito (R.E.), poi, è intitolato anche l’aeroporto di Casarsa della Delizia (PN) del 5° RIGEL Aviazione dell’Esercito (AVES). La struttura aeroportuale si articola intorno ad una base, sorta nel 1915, nella quale operavano i dirigibili del R.E. in azione contro le truppe austriache.

Dunque, Baracca è più Aeronautica o più Aviazione? Due termini che sembrano uguali, ma in realtà diversi perché indicano il primo

Il complesso delle attività organizzative, scientifiche e […] ’insieme di enti, persone e mezzi che si occupano dell’attività aerea: aeronautica civile; aeronautica militare” e il secondo “Complesso delle attività aeronautiche relative agli aeromobili […] più pesanti dell’aria, e per estens. anche le attività relative ai più leggeri” come li definisce l’enciclopedia Treccani. In Italia l’Aeronautica è una Forza Armata (la più giovane), l’Aviazione una specialità, la più giovane fra tutte le specialità dell’Esercito; la prima si occupa di protezione dello spazio aereo, la seconda di operazioni legate al trasporto e al supporto delle truppe al suolo.

Come spiegato, funzioni e dimensioni sono diverse. Potremmo dire, in modo estremamente sintetico, che l’AM vola  per garantire la difesa dei cieli italiani (principale attività, ma non l’unica), mentre gli aeromobili dell’AVES si confrontano con obiettivi che si trovano a terra (ad esempio gli A-129 “Mangusta”), danno copertura alle unità impegnate in combattimento, trasportano reparti e recuperano feriti (servizi Search and Rescue e MEDEVAC) pertanto i mezzi di cui dispone sono progettati per una operatività più vicina al suolo.

Il prossimo 19 giugno ricorrerà il 102° della morte dell’Asso che, forte delle sue 34 vittorie aeree, è uno dei più grandi piloti della Storia. Ufficiale di cavalleria, pilota per passione (e per dovere) le sue eredità e memoria sono difficilmente attribuibili tout court a un’arma o a un reparto perché rappresentano un esempio di dedizione alla Patria, di sacrificio e di passione valori questi difficilmente “etichettabili”.

 

(Fonte immagine di sfondo: YouTube)

Redazione Conoscere La Storia

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