Basilica di San Marco: la Chiesa d’Oro

La sfarzosa Basilica di San Marco a Venezia, nota come Chiesa d’Oro, è la cattedrale sede del patriarcato di Venezia. Il suo soprannome le deriva dal cosiddetto “tesoro di San Marco”, cioè la ricca collezione di 283 oggetti d’arte raccolti nel tempo, soprattutto testimonianza dei rapporti commerciali della Serenissima con l’Oriente e Costantinopoli, e collocati tra la parte destra della basilica e il Palazzo Ducale.

La prima chiesa intitolata a San Marco fu costruita, sempre di fianco al Palazzo Ducale, già nell’IX secolo d.C. per ospitare le reliquie del santo che, secondo la leggenda, erano state trafugate in Egitto da due mercanti veneziani. Dopo una serie di incendi e ricostruzioni, la costruzione, nello stesso punto, dell’attuale cattedrale fu iniziata nel 1063 dal doge Domenico Costantini.  La basilica, restaurata dopo un nuovo incendio nel 1231, riprendeva le forme della Basilica dei Santi Apostoli di Costantinopoli. La forma definitiva è stata raggiunta nel 1617.

L’edificio è realizzato curiosamente in larghezza, poichè il terrenno sabbioso di Venezia faceva propendere i progettisti per questa soluzione. Gli interni sono decorati con preziosi mosaici e all’interno predominano le caratteristiche delle chiese orientali, con una grande prevalenza dell’oro. Anche la pianta della basilica è a croce greca, con cinque grandi cupole distribuite al centro e lungo gli assi della croce. La cupola centrale, la più alta, raggiunge i 43 metri. La terrazza percorribile che cinge il piano o ordine superiore ha quattro arcate cieche più una centrale in cui si apre una loggia che ospita la quadriga. All’interno della cattedrale sono ospitati quattro grandi organi.

 

 

 

 

 

Redazione Conoscere La Storia

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