Befana: un’icona dal “sapore”… italiano in ossequio alla Tradizione

L’ultima Befana fascista di cui si abbia memoria risale all’Epifania del 1945, quando il solo Nord Italia è ancora sotto controllo delle autorità della RSI.

Parte integrante delle politiche educative del Regime negli anni del consenso (grazie all’attivismo dei fasci femminili e del dopolavoro) e durante la Seconda Guerra Mondiale, anche l’Italia democratica ricorre all’iconica “vecchina volante” per coinvolgere la popolazione in iniziative di solidarietà e di pubblica utilità.

In altre parole sia la Befana del Ventennio sia quella della Repubblica Italiana esprimono la volontà dello Stato di tutelare l’infanzia, specie quella afflitta dalla povertà.

Anni Trenta. Balilla riceve il pacco dei doni della “Befana fascista”
Anni Trenta. Balilla riceve il pacco dei doni della “Befana fascista”

In anni più recenti un maggiore e più diffuso benessere ha progressivamente pensionato eventi e appuntamenti un tempo popolari e attesi sostituendoli con prodotti commerciali proposti da spot martellanti.

Un peccato perché la Befana non è solo la calza venduta nei grandi magazzini (peraltro a prezzi non proprio popolari) quanto una tradizione antica e dalle radici pagane, ben radicata nel centro Italia dove “Befana” o “Bifana” sta per Epifania la festività sacra, ultima del periodo delle Feste natalizie, della quale l’anziana donna sulla scopa è volto folkloristico e popolare.

L’aspetto di vecchia, inoltre, è metafora dell’Anno appena trascorso e il suo passaggio cavalcioni ad una scopa indica l’inizio di un nuovo ciclo, cioé dell’Anno corrente.

Ritualità che in alcuni paesi si celebra mediante roghi di fantocci  vestiti di stracci, buono auspicio per un futuro di maggiore benessere.

A differenza Babbo Natale, icona pop mondiale, la Befana è quindi un’italianissima immagine non ancora intaccata dal mercato globalizzato e, anzi, gelosamente conservata fra le tradizioni dei borghi nostrani.

Festeggiarla è dunque un omaggio alla nostra identità in barba alla mercificazione delle ricorrenze laiche e religiose senza dimenticare però  che il 6 gennaio è prima di tutto l’Epifania, data importante per il calendario cristiano e per i fedeli di tutto il mondo, non soltanto occasione per mangiare dolci nell’ultimo giorno delle vacanze natalizie

Redazione Conoscere La Storia

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