Berserker: i guerrieri vichinghi più feroci facevano uso di allucinogeni?

Andavano avanti senza corazza, selvaggi come cani o lupi. Mordevano gli scudi ed erano forti come orsi e tori. Massacravano gli uomini e né il ferro né l’acciaio potevano niente contro di loro”. Così descrive lo storico islandese Snorri Sturluson (XII secolo) un particolare stato di alterazione chiamato “berserkergang” che sembrava colpire i feroci berserkir, guerrieri scandinavi che scendevano in battaglia ricoperti da una pelle d’orso, combattendo con ferocia inaudita tra le prime file degli eserciti vichinghi (IX-XI secolo d.C.). Come spiegare un simile furore che, una volta esauritosi, provocava un vero e proprio sonno ipnotico?

Già nel XVIII secolo alcuni studiosi, mettendo a confronto le tradizioni medioevali, avevano ipotizzato che questi uomini facessero uso di bevande a base di Amanita muscaria, un fungo dalle potenti proprietà allucinogene. Come ha scritto lo storico Lukasz Kamienski: “Veniva assunto secco, perché in questa forma acquista la capacità estrema di anestetizzare, migliorare la resistenza e affilare le facoltà celebrali. In sostanza il muscimolo ha un forte effetto sia potenziante, che allucinogeno”. Per tale ragione era assai apprezzato dai combattenti per incrementare le loro capacità fisiche e mentali alla vigilia delle battaglie.

Questa affascinante teoria è stata ulteriormente confermata da un ricercatore, John Mann, che nel 1994, dopo una serie di ricerche, è arrivato alla conclusione che si sia trattato di dell’Amanita pantherina, un fungo della stessa famiglia dell’Amanita muscaria, ma con proprietà più marcate. “La maggiore concentrazione – specifica Kamienski – di componenti psicoattivi nell’Amanita pantherina, che notoriamente produce una sorte di smania, rende questo fungo un candidato più plausibile per spiegare la furia battagliera dei berserkir e la loro sensazione di trasformarsi in animali selvatici”. Ciò confermerebbe le descrizioni dei cronisti medioevali su certi comportamenti dei guerrieri berserkir assimilabili alla follia indotta da alterazione delle capacità cognitive. Un atteggiamento che generava furore incontrollabile. Non si spiega altrimenti come nel vocabolario inglese esista ancora il verbo “go berserk” traducibile con “andare fuori di testa”. Un ricordo indelebile della follia omicida di questi leggendari guerrieri nordici.

Antonio Landini

Antonio Landini

Storico del Vicino Oriente antico con profilo archeologico ha preso parte a diversi scavi nella regione (Grecia, Turchia, e Asia Centrale), specializzandosi in particolare nell’area iranica dell’Età del Bronzo medio-tardo. Lavora nel mondo dell’editoria. Da alcuni anni partecipa inoltre a un progetto di studio incentrato sullo sviluppo delle società nomadiche dell’Asia centrale, partecipando a missioni esplorative nel Kazakistan meridionale.

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