Brigada medica cubana, dall’Algeria degli Anni ’60 all’Italia del Covid-19

Brigada Medica Cubana. E’ il 15 giugno 1963 quando l’unità di medici ed infermieri cubana è chiamata ad operare fuori dai confini nazionali. Non sono anni facili, né per Cuba né per l’Algeria. La prima è una Repubblica popolare dal 1959 e in quello stesso anno ha subìto un tentativo di invasione da parte degli USA.

L’Algeria, invece, è uscita l’anno prima dalla lunga guerra (1954-1962) contro la Francia, potenza coloniale che in meno 20 anni ha perso l’ Indocina e poi la colonia nordafricana.

La situazione ad Algeri, va da sé, è difficile. Malgrado il grosso delle infrastrutture sia eredità del periodo coloniale, il conflitto ha lasciato i suoi segni.

E la giovane Repubblica algerina ha bisogno di personale specializzato…

Ad oggi Cuba è al primo posto in America centrale e fra i primi al mondo per efficienza del Sistema sanitario nazionale.

Il perché è intuibile.

Ogni regime totalitario punta su due cose: l’istruzione e la salute pubblica.

La prima serve a formare un popolo che ubbidisca e che lavori per lo Stato, la seconda fa sì che quello stesso popolo cresca e lavori in salute.

L’isola, non va dimenticato, è una dittatura sin dai tempi di Fulgencio Batista.  E con Castro ha mantenuto, per oltre un sessantennio, un regime nel quale il partito comunista è l’attore principale nella vita dei cubani.

La Brigada rappresenta dunque un fiore all’occhiello per La Habana. Nonché uno strumento umanitario-diplomatico per far sì che Cuba continui a confrontarsi (quasi) alla pari con le grandi potenze mondiali.

A differenza della spedizione militare cubana in Angola (in sostegno dell’ MPLA), il carattere pacifico dei sanitari cubani fa della Brigada un’interfaccia rassicurante e politicamente spendibile per il regime. Regime che non ha esitato ad inviarla in diversi contesti di crisi: Sierra Leone, Mozambico, Haiti tanto per citarne alcuni.

Dal 2005 ha assunto la denominazione di Contingente Internacional de Médicos Especializados en Situaciones de Desastres y Graves Epidemias.

Informalmente è nota come Brigada Henry Reeves, dal nome dello statunitense che combatté per l’indipendenza di Cuba dagli spagnoli.

Nel marzo 2020 la Brigada è in Lombardia per l’emergenza Covid – 19.

 

 

 

 

 

 

 

(Fonte immagine di sfondo: http://www.cubadebate.cu/opinion/2020/03/17/cuba-los-nuevos-medicos-descalzos/#.Xnot5S2ZNQI)

Marco Petrelli

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e Società (curriculum Storia e Politica internazionale) conseguita all'Università di Roma Tre e una in Storia all'Università di Firenze, è giornalista freelance orientato su temi di esteri, difesa e storia. Reporter embedded segue le attività dei militari italiani in Patria e nelle aree di crisi. Collabora con riviste di settore (BBC History, Aerojournal, Rivista Italiana Difesa, EastWest, Affari Internazionali) e con quotidiani (IlGiornale.it, LiberoQuotidiano.it). È autore di due titoli sull'Aeronautica Nazionale Repubblicana e di un libro (in arrivo) dedicato alla Seconda Guerra Mondiale nei Balcani.

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