Cacciatore, esploratore, soldato e massone. L’avventurosa vita di Kit Carson

Nato a Richmond, nel Kentucky, il 24 dicembre 1809, Christopher “Kit” Carson (sotto) scappò di casa poco più che quindicenne. Giunto in Colorado, si mise a fare prima il cacciatore e poi la guida, conducendo spedizioni di esploratori e pionieri verso la California e le Montagne Rocciose. Mentre soggiornava a Fort Bent, in Colorado, si distinse come cacciatore di bisonti e sfidò tutti in un’impresa che sembrava impossibile: uccidere sei bisonti con sei colpi. Ci riuscì, fra lo stupore di tutti.  Anzi, fece ancora meglio, perché recuperò un proiettile da uno dei bisonti abbattuti e ne uccise un settimo.

Ebbe una moglie indiana. Una volta, fuggì a una gruppo di pellerossa ostili camminando per una notte intera dentro il letto di un torrente, così da far perdere le sue tracce. Combatté nella Guerra di secessione tra le file nordiste. Fu inviato a Fort Stanton, nel Nuovo Messico, per reprimere le rivolte di Apache e Navajo. Nonostante avesse ricevuto l’ordine di uccidere tutti i maschi e catturare le donne, si limitò alla distruzione dei loro beni materiali, risparmiando le vite umane.

Morì il 23 maggio 1868. Oggi riposa nel memoriale a lui dedicato nella cittadina di Taos, nel Nuovo Messico. Fu massone, e una loggia del Nevada, la Carson Lodge, porta il suo nome.

Stefano Bandera

Nato nel 1963, laureato in Filosofia, scrittore, lavora in ambito editoriale dal 1989. Per Sprea Editori cura la realizzazione dei bimestrali Far West Gazette e Civiltà Romana. È anche autore di libri divulgativi per ragazzi.

Articolo Precedente

Hitler e l’economia: la visione del dittatore

Articolo successivo

11 giugno 1955: strage alla 24 ore di Le Mans