Cadorna: non solo Caporetto. I successi del generale meno amato

Bollato come troppo severo, inetto e principale responsabile della disfatta di Caporetto, il capo di Stato Maggiore italiano
Luigi Cadorna meriterebbe in realtà una lettura più oggettiva del suo operato. A lungo gli si è rinfacciato di aver guidato per due anni e mezzo le operazioni del nostro esercito lontano dal fronte e senza la necessaria apertura mentale per adattare i suoi ordini alla situazione sul campo.

Sul generale dovette pesare come un macigno l’eredità del padre Raffaele, veterano della battaglia di San Martino e comandante della spedizione che aveva aperto la breccia di Porta Pia. Non si possono negare i suoi gravi errori tattici che avevano portato alla disfatta di Caporetto; eppure anche a Luigi vanno riconosciuti alcuni meriti. Primo fra tutti, quello di aver evitato la dissoluzione del Regio Esercito, allorché la sua esperienza e la forza d’animo permisero di condurre in salvo le truppe in ritirata, coordinandone con successo il ripiegamento.  Si deve a lui se ripararono sul Piave, senza alcuna perdita, la III Armata del Duca d’Aosta Emanuele Filiberto di Savoia e quasi tutta la IV Armata del generale di Robilant.

Cadorna: fondamentale la strada che porta il suo nome

Fondamentale si rivelò poi la strada voluta da Cadorna, e che da lui prese il nome, per approvvigionare uomini, armi, munizioni e ogni genere di rifornimenti sul massiccio del Grappa. Il generale ne aveva intuito la necessità fin dal settembre del 1916, tracciando con una matita su una carta topografica un percorso che da Bassano, in pianura, saliva per 25 chilometri fino alla cima del monte.

Il compito di costruirla fu affidato al colonnello Antonio Dal Fabbro, comandante del genio delle truppe degli Altipiani. La strada tornò utilissima nelle successive battaglie sul massiccio, garantendo alla prima linea rinforzi e rifornimenti costanti altrimenti problematici, se non impossibili. Sotto il profilo logistico, dunque, la “strada Cadorna” ebbe un peso determinante nel volgere le sorti belliche a favore dell’Italia.

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Redazione di Conoscerelastoria.it

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