Cannes: la storia dell’altra “capitale d’inverno”

Se lo scozzese George Smollett é stato il “primo turista” di Nizza, di cui aveva propagandato le qualità climatiche e terapeutiche, un altro scozzese sarà all’origine dello sviluppo di Cannes: lord Brougham and Vaux. Secondo la vulgata, che non vi è motivo di mettere in dubbio, l’improvvisa chiusura della frontiera franco-sarda sul ponte del fiume Var, nel novembre del 1834, costrinse l’eminente aristocratico e uomo politico scozzese, influente membro della Camera dei Lords, ad interrompere il suo viaggio verso Nizza, dove contava di “svernare”. Un’epidemia di colera in Provenza aveva in effetti costretto il governo di Torino a stabilire un cordone sanitario nei confronti della Francia, vietando appunto il passaggio del Var.

Nonostante le sue forti rimostranze (era inconcepibile che si impedisse l’accesso a un lord dell’Impero britannico!) i doganieri sardi non si fecero impressionare e resistettero: i bacilli non conoscono gerarchie! Al rassegnato lord Brougham allora non restò che soggiornare per qualche tempo a Cannes, città allora di frontiera, prima di riprendere il viaggio alla volta di Nizza.
La leggenda fa riferimento ad un vero e proprio colpo di fulmine scoppiato tra lord Brougham e la città di Cannes.
Sarà stato per il clima temperato, sarà stato per i piatti che gli preparava il cuoco dell’auberge la Poste-aux-Chevaux dove trovò alloggio (in particolare una magistrale bouillabaisse all’olio d’oliva, innaffiata del miglior vino locale), sarà stato per l’ambiente caloroso e amichevole che trovò, sta di fatto che Lord Brougham dimenticò Nizza e rimase a Cannes trent’anni, vi morì e vi riposa in eterno.

All’epoca Cannes non era che un piccolo e sconosciuto agglomerato di “frontiera”, di circa 3.000 abitanti, senza particolari attrattive turistiche o richiami di altro genere. Fu dunque proprio a seguito della presenza di lord Brougham che Cannes conobbe vastissima notorietà, prima tra gli aristocratici britannici, successivamente in tutto il mondo, avviandosi verso uno sviluppo immobiliare e turistico che ne fece, dopo Nizza, l’altra capitale d’inverno della Costa Azzurra.

Lord Brougham fece così erigere la prima villa patrizia di Cannes (con un’architettura di stile rinascimentale italiano): la villa Eléonore-Louise, (dal nome di una figlia che aveva precocemente perduto) scrivendo al suo ingresso:“J’ai trouvé le port, Espoir et Fortune, adieu, Vous m’avez assez abusé, Maintenant abusez-en d’autres” (“Ho trovato il porto. Speranza e Fortuna addio. Mi avete ingannato abbastanza. Ingannatene ora altri”). Sull’esempio di lord Brougham, altri aristocratici inglesi vollero innalzare le loro splendide ville a Cannes. Il generale Taylor (castello Saint-Georges), il cavaliere di Colquhoun (villa della Mimose), lord Londesborough (villa Vallombrosa), sir Temple Leader (castello del Tempio), mister Woolfield (villa Vittoria), mister Court (castello Court) e altri ancora.

Il dado è tratto. Le presenze aumentarono costantemente. Gli hivernants gradualmente divennero a Cannes portatori di precise esigenze infrastrutturali e logistiche, necessarie per farne una stazione climatica gradevole da vivere e alla moda. Lo stesso lord Brougham si diede un gran da fare per dotare Cannes di un porto adeguato, intervenendo presso il governo e le autorità amministrative locali. Nel 1840, dopo tre anni di lavori, Cannes dispose di un nuovo porto: la capacità di accoglienza risultò quadruplicata, da 470 navi nel 1833 a 1670 nel 1843! Brougham, soddisfatto e profetico, affermava: “Cannes diventerà una delle città più significative del Mediterraneo”. Insomma il borgo si trasformò in città e la città in stazione climatica rinomata. Sulla scia dell’“effetto Brougham” migliorarono le comunicazioni stradali e ferroviarie, la capacità ricettiva alberghiera con la costruzione dei primi grandi Palaces (Gray, des Princes, Bellevue, Europe, de la Paix…).

A perenne riconoscenza dello straordinario apporto dato allo sviluppo della città, la Municipalità volle dedicare al lord di origine scozzese “le square Brougham”, dove ancora oggi turisti e frequentatori del festival del cinema possono ammirare la statua del grande e visionario promotore.  Ma a Cannes mancava tuttavia ancora qualcosa di essenziale per una cittadina balneare: un lungomare che potesse, se non competere con la Promenade di Nizza o il Prado di Marsiglia, almeno offrire agli hivernants la possibilità di salutari e gradevoli passeggiate in riva al mare. Presto sarà cosa fatta. La banda sabbiosa davanti al mare di Cannes era diventata una specie di deposito di detriti che, aumentando e allargandosi, aveva finito col formare un sentiero (“Chemin de la Croisette”, “Sentiero della Crocetta”), sul quale però non era gradevole né agevole camminare.

Nel 1860, terminata la costruzione della ferrovia, il Comune non si fece sfuggire l’occasione di recuperare i grandi residui di terra e di schegge di roccia della compagnia ferroviaria.  Nacque così quella che diventerà la celeberrima Croisette, (denominata per qualche tempo Boulevard de l’Impératrice poi, politique oblige, alla caduta di Napoleone III nel 1870, ridiventata Croisette…) destinata a prendere subito una posizione di assoluto rilievo nella vita culturale, turistica e sociale della città.  E a diventarne il simbolo mondialmente conosciuto e apprezzato.

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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