Casalis Douhet. Quel vino, di terra marchigiana, che sa di storia e… di Aeronautica

Ufficiale dei Bersaglieri e teorico della guerra aerea anzi, della supremazia aerea come ricorda il titolo del suo celebre Il dominio dell’aria, testo unico e all’avanguardia per il 1930, tanto da essere stato fonte di ispirazione per grandi ufficiali d’aviazione come l’americano Billy Mitchell e l’inglese Hugh Trenchard.

Pensieri made in Italy, esportati all’estero che, chiaramente, li ha usati nella II Guerra Mondiale contro lo schieramento di cui l’Italia faceva parte.

Douhet non era più in vita, quando in bombardieri alleati martellavano la Penisola, eppure il suo ricordo e la sua opera sono rimasti scolpiti nella cultura militare ed eno-gastronomica italiane.

Già, perché agli aerei il generale campano affianca la passione per la viticultura, espressa materialmente in una tenuta che la sua famiglia, originaria di Caserta, possiede nei pressi di Porto Potenza Picena (MC) dove, tuttora, si produce il Rosso Piceno Douhet, eccellenza locale.

Le vigne dell’ufficiale, dunque, ci sono ancora: Casalis Douhet è, infatti, meta di amatori del vino e di curiosi; inoltre, il casale è location ideale per eventi, grazie in particolare alla posizione da cartolina che occupa sulle campagne marchigiane.

Sono 160 gli ettari coltivati da una azienda la cui produzione spazia dal già citato Rosso Piceno agli spumanti, fino ad arrivare all’olio (30 ettari di uliveti) che, negli ultimi anni, ha attirato l’attenzione dei sommelier tanto che, dal 2004, esiste anche un’associazione che raccoglie i degustatori del prezioso e salutare alimento.

Douhet e sua moglie non hanno avuto eredi e il patrimonio è passato nelle mani di un nipote che, deceduto anch’egli senza successori, negli Anni ’70 lo ha donato al Patronato Regina Margherita – Istituto “P. Colosimo” pro ciechi di Napoli, con il fine di istruire al lavoro i giovani non vedenti.

Ad oggi Casalis Douhet è di proprietà della Regione Campania e, si legge sul sitodell’azienda, vi sono stati impiantati “vigneti autoctoni ed internazionali che hanno consentito la produzione di vini imbottigliati di alta qualità.Nell’Azienda è presente un moderno frantoio per la produzione di olio extravergine di oliva DOP di qualità. I prodotti aziendali si fregiano tuttora del nome Casali Douhet ed hanno ottenuto nel tempo lusinghieri riconoscimenti qualitativi partecipando a concorsi enologici”. 

E Douhet? Un genio incompreso e rivalutato, come spesso accade in Italia,  solo post mortem. Singolare, a questo proposito, il fiero (e ironico) epitaffio che la moglie fa incidere sulla sua lapide:

« Anima e cuore di soldato italiano sp?irito colto geniale e lungimirante fin dai primi tentativi dell’aviazione intravide l’ineluttabile avvento delle armate del cielo e per la patria una ne invocò strenuamente con gli scritti e con la parola sprezzando ogni personale interesse. Di ogni ideale umano e patriottico profondamente pervaso primo in Italia e fuori il culto del milite ignoto propose. Doveva triste destino del genio chiudere la vita perché
le sue idee fossero attuate e fosse proclamato maestro MCMXXX – La vedova orgogliosa
».

Orgoglio che, oggi, sopravvive nell’apprezzamento internazionale che strateghi e militari hanno per il pensiero del generale casertano e nella Scuola Militare dell’ Aeronautica Militare, intitolatagli nel 2005. Oltreché, chiaramente, sulle etichette del nettare marchigiano!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Fonte immagine di sfondo: http://www.casalisdouhet.it/)

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e una in Storia e politica internazionale, è giornalista e fotoreporter. Si occupa di difesa, esteri e reportage... questi ultimi di solito caratterizzati da un bianco e nero ad alto contrasto. Collabora, fra gli altri, con BBC History, AeroJournal, Affari Internazionali. Amante del cielo, ha dedicato due titoli alla storia aeronautica.

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