Castello di Arechi: il nido inespugnabile e la congiura carbonara

Il castello e la cinta resero Salerno “per natura e per arte imprendibile, non essendovi in Italia una rocca più munita di essa”. Così, nell’VIII secolo, il cronista Paolo Diacono rendeva merito al lavoro degli architetti del principe longobardo Arechi II che, trasferita la capitale del suo ex ducato da Benevento a Salerno, fece della rocca una fortezza inespugnabile. Sulla cima del monte Bonadies, a 300 metri sul livello del mare, in una posizione che permette di controllare l’intera città e il suo golfo, una fortificazione militare era già presente nei tempi romani, anche se un primo embrione di rocca nacque solo con i bizantini. Arechi ne perfezionò la funzione di baluardo a difesa della città, ponendola al vertice di un complesso sistema difensivo che, calando le mura lungo il colle, si spingeva a cingere l’antica Salerno. Il luogo restò inespugnabile per tutta la sua storia.

Quando, nel 1077, l’ultimo principe longobardo, Gisulfo II, dovette arrendersi all’assedio posto al castello dal normanno Roberto il Guiscardo, fu soltanto per fame e non perché il nemico fosse riuscito a far breccia nelle mura. Il nucleo centrale del castello è protetto da torri unite tra loro da una cinta muraria merlata e da ponti levatoi: a nordovest è possibile ammirare la torre di guardia, quella più nota e dall’aspetto imponente, che ne sottolinea la validità difensiva: si tratta della “Bastiglia”, costruita dai Normanni su uno sperone roccioso a nord del castello originario.

Nel 1820, il castello fu teatro di una congiura carbonara: l’intento era quello di causare un’insurrezione popolare, ma per via del tradimento di un affiliato il tentativo non andò in porto. Dopo un periodo di abbandono del maniero, gli ultimi proprietari, i conti Quaranta di Fossalopara, il 19 dicembre 1960 lo vendettero alla Provincia di Salerno, che lo restaurò. Nel 1992, le Poste Italiane dedicarono un francobollo a questo gioiello architettonico ritrovato.

 

Immagine via facebook.com

 

Redazione Conoscere La Storia

Redazione Conoscere La Storia

Conoscere La Storia vuole raccontare la storia agli appassionati, anche ai meno esperti, con semplicità, chiarezza e immediatezza.

Articolo Precedente

8 luglio 1889: l’ultimo incontro mondiale di boxe… a mani nude

Articolo successivo

Fortezza di Radicofani: il covo del brigante Ghino di Tacco