Castello di Canossa: l’umiliazione dell’imperatore

Eretto intorno al 940 dagli Attoni, principi di origine longobarda, durante il Medioevo il castello si rivelò una fortificazione imprendibile: nel 950 la regina Adelaide, vedova di Lotario II re d’Italia, vi riparò per sfuggire a Berengario II, che assediò inutilmente la rocca per oltre tre anni. Ma la fama del castello è legata soprattutto alla figura di Matilde, la Grancontessa e potente feudataria, figura di spicco dei suoi tempi, e all’umiliazione di Canossa subita dall’imperatore Enrico VI: giunto al
castello per riconciliarsi con il papa dopo la scomunica, nel gennaio 1007 il sovrano tedesco fu costretto ad attendere il colloquio con il pontefice per tre giorni e tre notti davanti all’ingresso, inginocchiato nella neve a piedi nudi.

Dopo la morte di Matilde il castello andò in declino. Nel 1225 fu distrutto dai reggiani, quindi passò prima agli Estensi, poi a Ruggeri. Data la natura franosa del terreno, della rocca si è salvata solo una parte della chiesa gentilizia di S. Apollonio.

 

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Redazione Conoscere La Storia

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