Castelvecchio: la reggia del magnifico signore

Ripreso il controllo della città di Verona dopo il colpo di mano del fratellastro Fregnano (che aveva approfittato della sua assenza per sfilargli il potere), Cangrande II della Scala cominciò a progettare un palazzo-fortezza che lo mettesse al riparo tanto dai pericoli esterni quanto da quelli interni. Nacque così sulla riva dell’Adige, a partire dal 1354, il più grande edificio medievale veronese. Originariamente denominato castello di San Martino in Acquaro, dal nome di una chiesa preesistente, era insieme reggia e fortezza, chiuso su tre lati dalle muraglie e abitato in contemporanea dalla guarnigione militare, dalla famiglia del signore e dal personale di corte.

Castelvecchio è una fortezza molto vasta, che colpisce per il suo aspetto imponente e per la forma decisamente militare, accentuata dalle merlature che si susseguono lungo le mura e dalle sette torri angolari coperte, di cui l’antico uso residenziale è ancora oggi ben testimoniato dai resti dell’originaria decorazione a fresco visibile in alcune sale. Il complesso è costituito da due parti, divise dalle imponenti mura duecentesche.

La reggia vera e propria è protetta da uno stretto cortile a doppio ordine di mura. Al centro svetta l’alta torre principale (Torre del mastio), da cui si slancia sul fiume il ponte fortificato Scaligero a tre arcate, che va a integrare il sistema difensivo del castello. Sull’altro lato della fortezza è presente un grande cortile a pianta rettangolare, originariamente destinato a piazza d’armi. Per quanto poderosa e sorvegliata dalle milizie armate, Castelvecchio non riuscì a svolgere il compito per cui era nata: proteggere il signore che l’abitava dalla ritorsione dei fratelli che si erano visti sfilare il potere: nel 1359, Cangrande II fu ucciso dal fratello Cansignorio, il quale, pur d’imporre la successione a favore dei suoi figli naturali, non esitò a eliminare anche l’altro fratello, Alboino.

 

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Redazione Conoscere La Storia

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