“Chain gang”: quando Sam Cooke denunciò l’orrenda pratica dei penitenziari USA

That’s the sound of the men/Working on the chain, gang/That’s the sound of the men/Working on the chain, gang

Chain gang ai nostri giorni.
(Fonte: USA Today)

Era il 1960 quando Sam Cooke, voce fra le più profonde del soul, canta Chain Gang, canzone denuncia fra le più belle e struggenti della musica contemporanea.

Chain gang è infatti il nome di una pratica penale nata negli Stati Uniti dopo la Guerra civile (1860-1865) e dopo l’abolizione della schiavitù (1863), proprio per rimpiazzare la manodopera servile con quella forzata.

Chain gang, ovvero “gruppo in catene”: i detenuti erano (e lo sono ancora, in alcuni stati degli USA) incatenati fra loro e costretti al lavoro nei campi sotto il controllo dei sorveglianti.

Diffusa negli Stati Uniti ed in Australia, la chain gang è rimasta in vigore oltreoceano sino agli Anni Cinquanta del XX Secolo, quando iniziò ad essere progressivamente abbandonata. In ordine di tempo, l’ultimo stato USA ad abolirla è stata la Georgia nel 1970.

Un sistema punitivo piuttosto famoso e reso celebre dalla televisione e dal cinema sin dai primi anni dell’invenzione cinematografica. Addirittura i cartoni animati, specie quelli in bianco e nero, presentavano i detenuti in tuta a righe e incatenati così da rendere quell’immagine, orribile, una sorta di icona popolare del detenuto.

Come accennato lo scopo era quello di garantire al sistema penitenziario (e più in generale al sistema statale) manodopera a bassissimo costo per i lavori pesanti di bonifica o di riqualificazione. Basso costo perché, a differenza degli schiavi, il detenuto riceveva una piccola somma. Tutt’ora in molte carceri americane i detenuti e le detenute svolgono lavori per conto delle aziende delle U.S. Federal Prison Industries (UNICOR).

La Chain gang è ancora praticata in alcuni penitenziari USA. La foto è stata scattata nel 2006.
(Fonte Wiki)

Negli ultimi anni però la chain gang ha iniziato a riaffiorare. E alcuni stati USA hanno deciso di reinserirla. In Arizona ad esempio è tornata in vigore nel 1995, mentre nel 2013 è stata la volta della contea di Sharpes (Florida).

La canzone di Sam Cooke è dunque quantomai moderna, soprattutto in un paese nel quale una consistente percentuale della popolazione carceraria è costituita da afro-americani. Così come, d’altronde, afro-americani erano molti dei prigionieri incatenati fra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Amara sorte per i figli e i nipoti degli schiavi, nati liberi ma finiti in catene per scontare la loro pena.

Sam Cooke, tuttavia, non fu l’unico cantante a denunciare la chain gang con nel suo repertorio. Lo stesso fecero anche Johnny Cash e Bobby Scott. Altre canzoni, quantomai attuali…

 

 

 

 

 

 

 

 

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(Immagine di sfondo: esempio di chain gang. Fonte immagine: https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=47316)

Redazione Conoscere La Storia

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