Charles Louis Schulmeister: la rocambolesca vita dell'”imperatore delle spie”

Charles Louis Schulmeister è stato sicuramente la spia più efficace della sua epoca. Nato nel 1770, alsaziano, eccellente poliglotta, inizia da giovane, a Strasburgo, una piccola attività commerciale. Ma Charles Louis è troppo intelligente e brillante per accontentarsi di vendere zucchero e tabacco. O meglio vuole continuare l’attività commerciale ma a modo suo, da esperto contrabbandiere, passando clandestinamente da una riva all’altra del Reno e guadagnando ingenti somme di denaro.
Piccolo di statura, con una folta capigliatura rossiccia, viene notato per la sua sveltezza mentale dal generale Jean Marie Savary (un fedelissimo di Napoleone, futuro successore di Fouché nella direzione della polizia) che ne propone i servizi a Napoleone con questo viatico: “Maestà, ecco un uomo che è tutto cervello e niente cuore”.

Ma forse si sbaglia. Schulmeister in realtà ha anche un cuore. Tutto il sofisticato, rischioso e difficile doppio gioco di cui è protagonista, è diretto solo alla gloria dell’imperatore e della Francia. Non tradisce mai questo ideale in un periodo storico in cui invece i “riciclaggi” per danaro o per convenienze politiche sono all’ordine del giorno. È comunque vero che Schulmeister unisce per così dire l'”utile al dilettevole”. Per i servigi resi alla Francia riceve cospicui compensi, tanto da permettersi la costruzione di un lussuoso castello nella località di Meinau, presso Strasburgo. Ma mai lo sfiora l’idea di accettare favori o soldi dalla parte avversa. Rimarrà sempre fedele a Napoleone. Sarà in effetti la sua spia preferita.

Charles Louis Schulmeister: il ruolo nella vittoria di Bonaparte a Ulm

Con la tecnica raffinata dei migliori agenti segreti, dare cioè al nemico qualche notizia vera di scarsa importanza (per acquistare credibilità) e ottenere in cambio notizie sostanziali, Schulmeister sarà all’origine di una delle più belle vittorie dell’imperatore francese, quella di Ulm, nel 1805. L’alsaziano infatti fa credere al generale viennese Karl Mack che le truppe francesi stanno tornando disordinatamente indietro per fronteggiare il crescente e grave malcontento scoppiato in Francia a causa delle ripetute e sfiancanti guerre di Napoleone, anche sulla base di un’importante e inoppugnabile documentazione, rigorosamente falsa, concepita e fabbricata dai servizi segreti francesi.

Il generale austriaco cade facilmente nella trappola e decide di inseguire le truppe “fuggitive” per dare il colpo di grazia. A Ulm, ai margini della Foresta Nera, finalmente le incontra. Ma non trova il resto di un esercito in fase di smobilitazione. Ha invece la sgradita sorpresa di trovarsi di fronte tutto l’esercito imperiale pronto al combattimento. Come si sa, a Ulm Napoleone coglie un successo strepitoso, 40mila austriaci gli si arrendono. Schulmeister ha lavorato bene. Napoleone gli è riconoscente, anche se rifiuta categoricamente di concedergli la Légion d’honneur perché “le spie si ricompensano con l’oro, non con le decorazioni“.

Non contento del suo primo successo a Ulm, Schulmeister si ingegna per passare clandestinamente, travestito da venditore ambulante, le linee francesi, fino ad arrivare nelle vicinanze degli accampamenti russi. Qui con la solita tecnica di dare “piccole” informazioni per ottenerne delle “grandi”, è presto in grado di inviare a Savary un articolato rapporto con preziose notizie sul dislocamento e la consistenza delle truppe russe e austriache. Sulla via del ritorno tuttavia l’alsaziano viene catturato da un gruppo di soldati austriaci. Ma riesce rocambolescamente a sfuggire all’inevitabile impiccagione, fingendosi morto dopo essere stato picchiato dai soldati che l’accompagnavano al luogo di detenzione.

Generosamente retribuito per le sue gesta da Napoleone, Schulmeister nelle campagne belliche successive dirige, sempre con ottimi risultati, una rete di spie al servizio dell’imperatore e della Francia. Di eccezionale mobilità, la presenza di “Monsieur Charles” viene costantemente segnalata in tutta la Germania e in tutta l’Austria, ma non viene mai arrestato, grazie anche alla sua leggendaria abilità nei travestimenti: è perfetto, di volta in volta, nei panni di pastore protestante, commerciante, notabile, mendicante e persino soldato.

Charles Louis Schulmeister: il matrimonio di Napoleone con Maria Luisa gli costò il posto

Il matrimonio di Napoleone con Maria Luisa d’Austria, tuttavia, mette improvvisamente fine alla carriera di Schulmeister. Gli austriaci non hanno dimenticato lo smacco subito a Ulm per colpa sua. Ne chiedono quindi a Napoleone (ora genero dell’imperatore austriaco) l’allontanamento. Sacrificato sull’altare del più imprevedibile dei matrimoni, Charles Louis se ne ritorna nel suo castello di Meinau a Strasburgo, che però non è in grado di conservare a lungo. Datosi agli affari, non si rivela altrettanto abile quanto lo era stato nello spionaggio. Alcune operazioni finanziarie sbagliate lo obbligano infatti a separarsi dalle sue preziose proprietà immobiliari.

Evita, con la consueta perizia manovriera, le epurazioni dovute al ritorno in Francia di Luigi XVIII e muore, povero e dimenticato, a 83 anni. Non ebbe mai alcun riconoscimento formale. Ma forse alla fine almeno un titolo lo ottenne: la spia dell’imperatore fu infatti da tutti considerato e ricordato come “l’imperatore delle spie“.

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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