Chi ha inventato lo stetoscopio?

Camice e stetoscopio costituiscono la “divisa ufficiale” di ogni dottore. Ma come è nato lo strumento per esaminare il torace dei pazienti? “Ascoltare” i suoni del cuore e dei polmoni è pratica assai antica, che per secoli i medici hanno condotto poggiando l’orecchio su petto e schiena dei malati. Finché nel 1816 il medico francese René-Théophile-Hyacinthe Laennec si trovò in imbarazzo nel riuscire ad auscultare il cuore di una signora troppo procace.

Poco prima, passeggiando nei giardini del Louvre, aveva visto due bambini che giocavano con una canna: uno batteva a una estremità e l’altro ascoltava al capo opposto. Gli venne un’ispirazione semplice ed efficace: prese il quaderno delle visite, lo arrotolò, e lo usò per auscultare, scoprendo che i suoni cardiaci e polmonari venivano addirittura amplificati. La sera stessa a casa si costruì un cilindro di legno forato, che iniziò a utilizzare sistematicamente. Tra il 1820 e il 1840 iniziarono a comparire modelli flessibili; poi nel 1851 fu inventato da Arthur Leared lo stetoscopio con le derivazioni per le due orecchie; infine l’anno successivo George Camman realizzò un modello adatto alla produzione industriale.

 

Mario Sprea

Mario Sprea

Giornalista professionista, direttore di diverse testate settimanali e mensili, autore di numerosi libri di narrativa, studioso e ricercatore di Storia delle religioni, esperto di divulgazione storica, responsabile di numerose riviste di Storia.

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