Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio: il culto delle anime “pezzentelle”

Un portale tra il mondo dei vivi e quello dei morti: lungo via dei Tribunali, nel cuore dell’antico centro di Napoli, si incontra la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco. La chiesa è nota al popolo partenopeo come “de’ ’e cape ’e morte”. Dalla piccola e bellissima chiesa seicentesca, che custodisce i marmi e il Teschio alato di Dionisio Lazzari, attraverso una scala posta a sinistra subito dopo l’ingresso, si scende infatti in un ipogeo sotterraneo, dove si trovano ambienti ricoperti da ossa e teschi umani appartenenti a defunti anonimi. Resti che, nella tradizione, diventano speciali intermediari per invocazioni e preghiere.

La chiesa è infatti dedicata al culto delle “anime pezzentelle”: sono i morti che, durante le epidemie di peste, venivano raccolti dalle strade (in alcuni casi si trattava anche di persone semplicemente agonizzanti…) e, senza sapere chi fossero, portate in grotte sotterranee per isolare il contagio del morbo.

E così queste povere anime, “pezzentelle”, sono rimaste senza un’identità precisa nel mondo dei vivi. E, nell’aldilà, idealmente imprigionate nel purgatorio, senza che i propri cari in vita sulla Terra potessero pregare per loro, favorendone l’ascesa al paradiso. Per questo i napoletani che smarrivano uno dei propri cari venivano a pregare in questa chiesa, adottando, di fatto, uno dei tanti teschi senza nome per dedicargli le proprie preghiere e i propri pensieri.

Tra altarini, doni, rosari, messaggi, le spoglie mortali custodite in questa chiesa sono state, nel tempo, oggetto di una vera venerazione. Il punto più famoso e amato è l’altare eretto a “Lucia”, secondo la mitologia popolare una principessa morta subito dopo le nozze. Il suo teschio, coperto da un velo bianco, vede ai suoi lati altri due crani, quelli dei suoi fedeli servitori.

Tale era l’intensità del culto che, nel 1969, il cardinale Ursi vietò questa pratica, per il timore che l’adorazione di questi resti ponesse in secondo piano la devozione verso i santi.

L’ipogeo e le sale alle spalle dell’abside costituiscono il Museo dell’Opera Pia Purgatorio ad Arco.

 

Immagine via facebook.com

Redazione Conoscere La Storia

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