Cinema: il “bauscia” milanese, un simbolo dell’Italia del “boom”

Povero e ricco, imprenditore “lumbard” e ragazzo del sud con le tasche bucate: immagini ricorrenti nella commedia italiana, specie in quella degli anni Sessanta e Settanta quando, pur in epoca di boom, la distanza sociale ed economica fra impiegato e direttore era forse di gran lunga più evidente rispetto ad oggi.  Sì, perché al tempo alcuni oggetti (eleganti auto di lusso, pellicce, gioielli e costosi gadget maschili) erano veri e propri status symbol, disponibili solo per chi poteva permetterseli. Le rate, gli abbonamenti, i finanziamenti erano ancora cosa lontana…

Ecco se oggi un operaio e un imprenditore hanno entrambi in tasca uno smartphone, volano low cost e fanno vacanze toccata e fuga, allora il solco della ricchezza si tracciava già fra un saldatore e un impiegato, fra un casciavit e un bauscia. Già, ma da dove deriva questo termine, bauscia, ormai sinonimo del ricco milanese fiero delle proprie disponibilità finanziarie? Bauscia è una parola di origine brianzola che avrebbe indicato quei procuratori di affari che, ad inizio 900, si ponevano quali intermediari fra artigiano e acquirente. Il suono e l’immagine che “bauscia” evoca va ad una persona dalla parlantina sciolta, capace di tirare sù i “dané” (i soldi) con facilità, magari dai modi un po’ invadenti e sbruffoni come vorrebbe un’altra origine etimologica del termine.

Insomma, il bauscia è un ricco lombardo, non per forza nobile ma che ha saputo farsi da sé passando da un’origine popolare a un status di borghese benestante.  Il cinema, si diceva, ha largamente attinto da questa figura diventata negli anni una maschera nota dalle Alpi alla Sicilia, stereotipo divertente della Milano rampante. Primo volto del bauscia cinematografico è senza ombra di dubbio Ugo Bologna. Classe 1917, capello castano chiaro quasi rossiccio e baffo a pettine, Bologna è un maestro elementare milanese che combatte sul fronte russo come tenente dei bersaglieri. Tornato dalla guerra con una Medaglia di Bronzo al Valor Militare si dedica prima alla letteratura, poi al cinema. Immortale il ruolo del Direttore Conte Corrado Maria Lobbiam ne Il secondo tragico Fantozzi: unico dei superiori a non storpiare il cognome dello sfortunato ragioniere, rappresenterà anche l’antitesi del piccolo impiegato con lo smoking in affitto durante una celeberrima cena fra aristocratici della contessa Serbelloni Mazzanti vien dal Mare.

Ugo Bologna

Fra le comparse sul grande schermo degne di nota quelle in Sapore di Mare e Sapore di Mare 2, nel ruolo del Commendator Colombo, ricchissimo capitano d’azienda di Milano che trascorre l’estate in una villa di Forte dei Marmi circondato dalla servitù in livrea e da un autista in cerca di avventure. Nel primo capitolo (pietra miliare della cinematografia vacanziera) Bologna si incrocia con il suo alter ego Guido “Dogui” Nicheli (foto in alto), volto scanzonato e intraprendente di un altro ricco lumbard, sposato nel film con Virna Lisi.

E’ l’unica volta in cui i due cumenda si “confrontano”, mettendo subito in luce i caratteri differenti segno del cambiamento dei tempi e dei costumi. Il primo, più anziano, legato ad un concetto di società con classi e privilegi ben distinti; il secondo molto più giovane, decisamente easy nei modi, senza servitù in casa, appassionato di auto sportive e dal lessico anglicizzato.

In effetti Sapore di Mare contribuisce a lanciare il baffetto di Nicheli. Cumenda nazional pop, nei successivi film conferma l’origine nel linguaggio e nel modo di vestire: la pelliccia da uomo e il “pataccone” al polso esibiti in Vacanze di Natale ne sono esempio eclatante. Icona dei suoi tempi, quegli Anni ‘80 nei quali moda, potere d’acquisto, ambizione sono elementi comuni (quasi) a tutti i ceti fra i quali ormai la distanza si è notevolmente accorciata: il successo è lì a portata di mano.

Un bell’idillio che dura una decade, sfumando con le crisi politica ed economica degli Anni Novanta che si portano via anche maschere comiche e la voglia di riderci su.

Marco Petrelli

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e una in Storia e politica internazionale, è giornalista e fotoreporter. Si occupa di difesa, esteri e reportage... questi ultimi di solito caratterizzati da un bianco e nero ad alto contrasto. Collabora, fra gli altri, con BBC History, AeroJournal, Affari Internazionali. E' autore e responsabile di conoscerelastoria.it Amante del cielo, ha dedicato due titoli alla storia aeronautica.

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