Clifford Irving e le false memorie di Howar Hughes

Howard Hughes è stato uno dei personaggi più singolari, affascinanti e geniali del secolo scorso.

Il magnate americano Howard Hughes (Fonte immagine di sfondo: Foto di skeeze da Pixabay )

Miliardario, possedeva una delle più grandi fortune del pianeta: fabbriche di aeroplani, compagnie aeree, casinò, case di produzione cinematografiche.

Aviatore spericolato, visionario costruttore di aerei, geniale inventore, è stato anche il promotore delle più belle attrici della sua epoca (Jean Harlow, Jean, Russel, Ava Gardner, Jean Mansfield).

Improvvisamente, tuttavia, nel 1958 ha luogo un’incredibile metamorfosi. Hughes si isola dal mondo si auto-reclude.

Molti pensano a causa di un terribile incidente aereo al quale sopravvive miracolosamente, altri in ragione di una sifilide contratta in gioventù, per altri ancora come conseguenza di una rarissima malattia la “germofobia” che spinge ad evitare ogni contatto umano.

Sta di fatto che Howard Hughes diventa gradualmente un uomo invisibile.

Si rinchiude nell’ultimo piano di un immenso albergo di sua proprietà a Las Vegas, negandosi ad ogni relazione esterna.

Ha contatti unicamente con i suoi più stretti collaboratori, che vede peraltro da dietro uno sportello di vetro e parla loro attraverso un apparato di microfoni. Paura dei germi!

Una davvero singolare situazione che finisce per stimolare la fantasia di Clifford Irving, un giovane scrittore americano di discreto successo, ma non più sulla cresta dell’onda.

La sua casa editrice, la McGraw-Hill di New York, in effetti sembra non essere più interessata alle sue opere e Clifford comincia a conoscere  grandi difficoltà finanziarie.

Pensando al misterioso Hughes si chiede allora: perché non scrivere le memorie dello strampalato personaggio, del quale tutti si chiedono che fine abbia fatto?

Sa d’altra parte di avere abbastanza talento e fantasia da scrivere un’opera di indubbio interesse per un’immensa platea che vuole sapere tutto del miliardario americano ormai da anni sparito dalla circolazione.

Insomma un’ autobiografia di  Howard Hughes per l’editore sarebbe lo scoop del secolo! I rischi del resto non sembrano eccessivi.

Hughes si è isolato dal mondo, ha tagliato i ponti con i contemporanei, la sua mente vacilla, probabilmente di una sua autobiografia apocrifa non gli importerebbe nulla.

Ma come procedere?

Intanto impara ad imitare perfettamente la calligrafia di Hughes.

Poi un suo amico gli procurerà tutto il materiale d’archivio disponibile, tutte le riviste e le pubblicazioni che parlano del miliardario per ritracciarne con credibilità vita e opere.

Nel gennaio 1971 Clifford si presenta quindi dal suo editore e quasi con non curanza gli annuncia che l’introvabile Howard Hughes gli ha affidato l’incarico di redigere le proprie memorie, alla luce delle informazioni che gli darà durante una serie di incontri segreti.

Come era prevedibile la notizia arriva come una bomba editoriale!

Lo stesso presidente della McGraw-Hill vuole incontrare Clifford il quale,  a sostegno delle sue affermazioni, presenta tre lettere autografe del magnate, in una delle quali effettivamente gli chiede aiuto per scrivere le proprie memorie.

Nelle altre missive vengono precisate le condizioni del contratto editoriale.

Anticipo di 150.000 dollari per Clifford e di 500.000 per Hughes.

Tutte le somme dovranno essere versate con assegni intestati a Clifford Irving, il quale le depositerà in un conto corrente in Svizzera intestato a una fantomatica moglie di Hughes, la quale ritirerà i fondi sulla base di una procura speciale rilasciatale dal marito.

Ultima condizione, tutti i negoziati dovranno essere sempre ed unicamente condotti da Clifford!

Condizioni che in situazioni normali potrebbero apparire strane se non sospette.

Ma non si ha forse a che fare con un personaggio molto originale, probabilmente scivolato nella follia? 

E poi il presidente della casa editrice non ha fatto esaminare le lettere da esperti grafologi che le hanno considerate perfettamente autentiche?

Insomma non c’è motivo di dubitare.

Clifford firma il contratto e intasca gli assegni.

A Berna effetti poco dopo si presenterà, come concordato, una donna ad incassare l’assegno destinato a Hughes, ma non è la sua fantomatica moglie, è la moglie di Clifford!

Intanto il giovane scrittore accumula fogli e fogli dattiloscritti, dove narra le avventurose fasi della vita di Hughes con talento di vero romanziere. Chiede ed ottiene ulteriori anticipi sul lavoro che è in fase di ultimazione.

Peccato che la troppa pubblicità dato all’evento fa uscire dal letargo lo stesso Howard Hughes che in una conferenza stampa afferma di non avere mai conosciuto Clifford Irving, definito bugiardo e grande truffatore.

Clifford ha fatto male i suoi conti. Hughes non ancora perso del tutto la ragione. Arrestato e processato, Irving viene condannato a due anni di reclusione.

Ma la storia avrà un lieto fine.  

Intanto lo scrittore si impegna a restituire alla casa editrice i 650.000 intascati come “anticipi”.

In prigione poi avrà tutto il tempo di scrivere le proprie memorie  che, sulla scia della notorietà acquisita con lo scandalo letterario, avrà un immenso successo popolare.

Ne varrà tratto anche un eccellente film (The Hoax),con  Richard Gere nel ruolo del protagonista.

Insomma  una truffa letteraria andata male, ma, paradossalmente, dalle conseguenze felici per il suo autore, finalmente messo nelle condizioni di far conoscere al pubblico il proprio indubbio, grande talento.

 

 

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(Immagine di sfondo: Richard Gere nei panni di Clifford Irving nel film del 2006 The Hoax – L’imbroglio di Lasse Hallström. Fonte: Wikipedia )

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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