Come si addestravano i cavalli da guerra nell’Età del Bronzo?

Nell’Età del Bronzo, per poter sfruttare appieno un carro da combattimento, il ruolo dei cavalli era un fattore essenziale che richiedeva particolare attenzione. Esistevano grandi scuderie dove questi animali venivano sottoposti a continui esercizi per renderli idonei all’impiego in battaglia: per nostra fortuna, disponiamo anche di una testimonianza scritta, il Trattato di Kikkuli, in lingua ittita e databile alla metà del XV secolo a.C., il più antico documento che si conosca sull’addestramento equestre. Kikkuli, a quanto ci è dato sapere, era uno dei più celebri istruttori mitannici, la cui sapienza in materia aveva oltrepassato i confini del suo paese per essere apprezzata anche dai vicini ittiti.

Leggendo il testo, che è molto esauriente, saltano agli occhi alcuni aspetti interessanti come la ferrea dieta e i continui esercizi che i cavalli dovevano seguire per prendere man mano dimestichezza con i futuri compiti. L’addestramento, nel complesso, durava ben 213 giorni. Per i moderni specialisti è stato facile ravvisare una forte somiglianza con le tecniche utilizzate anche oggi per preparare le gare equestri di resistenza.

Inoltre, nel 1991 la studiosa australiana Ann Nyland ha pensato di riprodurre il programma di Kikkuli per sette mesi, come prescritto nel testo, utilizzando cavalli di razza araba. E i risultati sono stati sensazionali, tanto da essere raccontati in un libro: “The Kikkuli method of horse training”. L’ultimo aspetto che rende il trattato una miniera d’oro per gli storici è l’impiego di termini tecnici in lingua indoeuropea (confrontabili con il sanscrito) per quanto riguarda i numeri, il colore del manto dei cavalli e gli esercizi.

 

Note: dell’argomento si parla in dettaglio sul numero 13 di Storie di Guerre e Guerrieri

Antonio Landini

Storico del Vicino Oriente antico con profilo archeologico ha preso parte a diversi scavi nella regione (Grecia, Turchia, e Asia Centrale), specializzandosi in particolare nell’area iranica dell’Età del Bronzo medio-tardo. Lavora nel mondo dell’editoria. Da alcuni anni partecipa inoltre a un progetto di studio incentrato sullo sviluppo delle società nomadiche dell’Asia centrale, partecipando a missioni esplorative nel Kazakistan meridionale.

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