Consonno: la “città dei balocchi” divenuta un paese fantasma

Consonno è una frazione del Comune di Olginate, nel lecchese. Una frazione oggi priva di abitanti. Erano invece una cinquantina, gli ultimi rimasti dopo un progressivo abbandono del territorio, quando, alla fine degli anni Cinquanta, un imprenditore milanese ebbe un’idea eccentrica che avrebbe completamente trasformato quel luogo. Si trattava del conte Mario Bagno. Nato a Vercelli nel 1900, aveva realizzato un patrimonio nel dopoguerra, come costruttore nell’Italia che rinasceva dopo gli orrori del conflitto. Ormai ricchissimo, il conte partorisce un sogno strampalato: quello di costruire una “città dei balocchi” per adulti. Una città-casinò.

A Consonno il conte Bagno era stato in gioventù, in villeggiatura. Così, tornatovi a distanza di anni, decide che il luogo perfetto sia quello. Acquista la frazione per intero dai precedenti proprietari (le famiglie Anghileri e Verga) nel 1962, per la somma di 22 milioni di lire. Subito inizia il lavoro di demolizione del vecchio borgo, che risparmia soltanto la chiesa di San Maurizio (XIII secolo) con la canonica e il cimitero.

Il resto, dopo una demolizione senza remore delle abitazioni dei pochi contadini rimasti, brutalmente sloggiati, si trasforma rapidamente in una città dei divertimenti con le attrazioni più disparate: un campo di calcio, un campo da basket, un campo da tennis, uno di bocce, uno di golf, una pista per il pattinaggio, un luna park e perfino un giardino zoologico, senza contare la collina letteralmente “spianata” per migliorare la visuale verso il Resegone. Ma non è finita, perché a Consonno sorgono ristoranti, un albergo di lusso e una sala da ballo. Tutte realizzazioni in stile “esotico”, come il celebre “minareto” che ancora oggi domina la “città dei balocchi” del conte, che, a un certo punto, si era anche messo in testa di realizzare… un autodromo! Follie urbanistiche che, negli anni del boom economico, erano (purtroppo) spesso consentite.

Se non ci arrivò l’urbanistica, a fermare i sogni di Mario Bagno fu però la natura. Una frana violenta nel 1976 distrusse la strada d’accesso a quella “Las Vegas” in salsa brianzola. Per Consonno fu presto la fine e, su quell’esperienza incredibile durata oltre un decennio, calò il sipario, nonostante i tentativi del conte di tenerla in vita. Mario Bagno morirà nel 1995. Oggi, degradata e abbandonata, con alle spalle diversi progetti di riqualificazione tutti stroncati sul nascere, l’ormai spettrale ex “città dei balocchi” è un luogo che è stato teatro, oltre che di atti di vandalismo e illegalità, di diverse riprese cinematografiche e pubblicitarie.

Sebbene l’accesso agli edifici sia sconsigliato sia per motivi di sicurezza, sia perché buona parte dell’area è di proprietà privata, il fascino misterioso e decadente di Consonno, tra le più note ghost-town italiane, è infatti sempre fortissimo e attrae molti visitatori. Al punto che, nel 2007, è nata un’associazione che oggi gestisce, in comodato e in giorni precisi, un bar all’interno del sito.

 

Immagine via commons.wikimedia.org, autore Croberto68 – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=37718057

Redazione Conoscere La Storia

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