Cordell Hull, il Nobel per la Pace che riempì gli USA di nazisti

Si chiamava Cordell Hull ed era Segretario di Stato di Franklin Delano Roosevelt, 30° Presidente degli USA, spentosi ad un mese dalla fine delle ostilità in Europa, portate a termine dal successore Harry Truman.

Fu sotto l’amministrazione democratica di Truman, infatti, che gli Stati Uniti sganciarono le bombe atomiche di Hiroshima e di Nagasaki, progettate grazie all’impegno di scienziati americani ed europei. Questi ultimi fuggiti dal Vecchio Continente dopo l’ascesa dei regimi totalitari.

Alla fine della guerra, però, la situazione cambia. I vecchi nemici, i nazisti, si trasformano in preziosa risorsa per un’America ormai destinata ad un lungo confronto con l’ex alleato sovietico.

Sì, nazisti. In particolare quei tecnici e quegli uomini di scienza che avevano lavorato al progetto missilistico (V2) di Hitler. Progetto costato molto e non solo in termini economici. Le piattaforme di lancio e i laboratori sotterranei di Peenemünde erano stati costruiti infatti con il lavoro, servile, di migliaia di deportati dei campi di concentramento.

Fu così l’ ufficiale delle SS, Sturmbannführer Werner von Braun e il professor Walter Dornberger, furono inviati negli Stati Uniti nell’estate 1945 (Operazione “Paperclip”). Con loro altri 1000 colleghi posti “sotto temporanea custodia militare” come ebbe da dire Truman. Fra il 1945 e il 1959 furono circa 12 mila gli scienziati tedeschi che raggiunsero l’America per lavorare nei laboratori del Maryland, dell’Alabama e del New Mexico.

Artefice di questa singolare “migrazione” verso Ovest furono un’agenzia, la Joint Intelligence Objectives Agency (JIOA) e il Segretario di Stato (Ministro degli Esteri) Corder Hull, già Nobel per la Pace 1945 per l’impegno mostrato nella costruzione del progetto delle Nazioni Unite.

Un uomo di pace, quindi, ma forse più deciso a difendere gli interessi dell’America che non un principio di pace universale. Vero che anche l’Unione Sovietica si era accaparrata i suoi nazisti per le ricerche militari (fra i quali il collaboratore di von Braun Helmut Gröttrup), ma l’idea che un Nobel possa aver contribuito a trasferirne così tanti nel paese-icona della democrazia appare quasi un’assurdità. Ma fu davvero ciò che accadde.

 

 

 

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(Fonte immagine di sfondo: https://encyclopedia.ushmm.org/content/en/photo/cordell-hull-signs-neutrality-proclamation)

 

Marco Petrelli

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e una in Storia e politica internazionale, è giornalista e fotoreporter. Si occupa di difesa, esteri e reportage... questi ultimi di solito caratterizzati da un bianco e nero ad alto contrasto. Collabora, fra gli altri, con BBC History, AeroJournal, Affari Internazionali. Amante del cielo, ha dedicato due titoli alla storia aeronautica.

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