Da Montebello ai Lancieri Neri: stupor mundi in terra… e cielo

I Reggimenti di cavalleria italiani sono fra i più antichi reparti della nostra storia militare. Al di là dei Granatieri di Sardegna (la cui origine risale al 1659), i Lancieri di Aosta, i Lancieri di Novara ed i Lancieri di Montebello erano già noti ai tempi della Prima Guerra d’Indipendenza. 

I “Lancieri di Aosta (6°)” erano nati nel 1774 per volere di Vittorio Amedeo III di Savoia come Reggimento di cavalleria “Aosta” e strutturati su modello prussiano. Vale la pena ricordare che i soldati e gli ufficiali prussiano erano all’epoca contesi, dagli eserciti degli Stati nazionali e degli stati minori europei, quali combattenti ed istruttori proprio per le loro elevate capacità militari. 

I “Lancieri di Novara (5°)” nacquero invece nel 1829 seguiti, tre decenni dopo, dai “Lancieri di Montebello (8°)” reggimento fondato l’indomani della storica battaglia di Montebello (20 maggio 1859), cui presero parte i “Lancieri di Aosta” e di “Novara”. 

Furono proprio alcuni squadroni di “Aosta”, “Novara” e del Reggimento “Lancieri di Moferrato” a costituire il nuovo reggimento che, della lunga tradizione della cavalleria italiana, è l’unico a conservare ancora oggi le radici più antiche. 

Il “Carosello di Lance” dei “Lancieri di Montebello” è infatti unico nel suo genere, nonché unico nell’ambito dell’Esercito Italiano. Elemento quest’ultimo che ne accresce i valori simbolico e culturale e ne aumenta il fascino quando gli squadroni si esibiscono in formazione. Uno spettacolo anch’esso unico al mondo. 

Il “Carosello di Lance” dei Lancieri di Montebello (8°) dell’Esercito Italiano oggi.

Sarà caratteristica del Lanciere essere, con buona pace dello Svevo, stupor mundi! Nel 1959 un’altra formazione di Lancieri lasciava senza fiato il l’opinione pubblica internazionale a Teheran. Altri tempi in cui l’Iran si chiamava Persia e al comando, nel paese, c’era lo Scià.

 

 

F-86 “Sabre” in livrea dei Lancieri Neri.

I “Lancieri Neri”, formazione di piloti acrobatici del capitano Nencha. Certo, nulla a che vedere con i cavalieri che avevano solcato i campi di battaglia del Risorgimento, delle due guerre mondiali e delle guerre coloniali, ma a loro modo un’icona di un’altra “cavalleria italiana”… Cavalleria che, in terra ed in cielo, ha saputo e sa distinguersi per temerarietà ed eleganza. Con buona pace, stavolta, di chi alla Storia preferisce le facili interpretazioni, i riduzionismi e la memoria di parte… 

Redazione Conoscere La Storia

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