“Dittatori”. Il regime di Papa Doc ad Haiti, fra potere e riti voo doo

Cosa non si farebbe per mantenere il potere! Tutto è utile, anche il ricorso al paranormale, per suggestionare e controllare la popolazione. Il Presidente di Haiti, François Duvalier (1907-1971), soprannominato Papà Doc, ne è un esempio assai eloquente.

Appena conquistato il potere, in effetti, pensa bene di ripristinare i riti più tradizionali e misteriosi del vudù locale, lasciando abilmente credere di essere lui stesso un mago, un hugan dotato di poteri straordinari.

Si presenta insomma ai suoi concittadini non solo come uno statista ansioso di far progredire il paese, ma anche come una sorta di sacerdote che fa da intermediario tra gli uomini e gli spiriti, incaricato dalle entità sincretiche di governare l’isola, di prendersi cura della popolazione e di dirigerne le anime.

Il “dittatore paranormale” spesso appare in pubblico vestito proprio da divinità vudù: con cappello a cilindro e marsina neri, occhiali scuri, sigaro in bocca, aria ieratica e incedere lento ed elegante. E per dare un tocco di maggiore credibilità a tutta la messa in scena, si scolora i capelli di bianco con una sostanza tipica prodotta in Haiti (bay rhum).

Nato a Port-au-Prince nel 1907, Duvalier esercita per diversi anni la professione di medico, guadagnandosi molta simpatia nelle campagne e tra i contadini, non disdegnando di fare spesso ricorso alla medicina alternativa magica…Il soprannome con cui il dittatore verrà ricordato, Papà Doc, viene appunto dal fatto di essere un medico (Docteur) e di presentarsi familiarmente come il padre della nazione (Papà).

Eletto democraticamente nel 1957, Duvalier inizia presto la scalata al potere assoluto facendo approvare un nuova costituzione, disegnata per lui su misura, e si auto-proclama Presidente a vita.

Arriva immancabile lo strumento principale di cui si servirà per consolidare e conservare il potere: la Milizia Volontaria della Sicurezza Nazionale (MVSN). Si è espirato forse alla MVSN di mussoliniana memoria?

Non e da escludere, anche se l’organismo haitiano assume caratteristiche proprie e molto speciali. Agenti di polizia politica, cioè, con connotazioni sincretiche basate sui riti vudù.

I miliziani vengono così soprannominati tonton macoutes (“zio sacco di juta”), un nome che trae origine dalla mitologia creola: l’uomo nero che al calar delle tenebre percorre le strade della città per ficcare nel suo sacco di juta i bambini cattivi.

I tonton macoutes pure agiscono la sera, ma non cercano i bambini cattivi, a loro invece interessano i cattivi oppositori del regime. Svolgono la loro sporca attività nella totale immunità, coperti dalla comprensione presidenziale. Torturano, minacciano, assassinano e rubano.

Gli haitiani ne sono letteralmente terrorizzati.

Accanto al terrore, Duvalier avvia un culto della personalità senza precedenti nel paese. Coinvolge persino Gesù Cristo, un Gesù sincretico, suo amico, che nei manifesti propagandistici affissi in tutto il paese gli appoggia una mano sulla spalla e gli dice: ”Io Ti ho scelto!”.

A questo punto non ci sono più limiti al regno del Terrore e della Violenza. Una violenza che causerà almeno 30.000 morti. Le vittime vengono in genere prelevate a forza e parcheggiate nella sinistra fortezza di Fort Dimanche, ribattezzato dagli atterriti haitiani il Forte della Morte. Moltissime persone, in effetti, non resistono al trattamento inumano e degradante loro riservato e muoiono di malattie, stenti e privazioni.

Occupato a sventare complotti, a perseguitare gli oppositori, a inculcare la paura negli animi degli haitiani, Papà Doc finisce per trascurare completamente la politica economica, i progetti di sviluppo del paese, i programmi di promozione della maggioranza nera. Da paese diseredato, insomma, Haiti diventa il paese più povero dell’emisfero occidentale, con un tasso di analfabetismo che sfiora il 90% e con un reddito procapite annuale di 80 dollari, tra i più bassi del pianeta.

E’ così sicuro di avere saldamente in mano tutto il potere, che poco prima di morire, designa il figlio ventenne Jean Claude (detto Baby Doc, 1951- 2014) quale “erede al trono”… Troppo giovane e del tutto inesperto, Bay Doc non farà meglio del padre.

Nei quindici anni del suo regno, il paese sprofonda in effetti nella miseria e nella sottosviluppo in maniera irreversibile. Impreparata ad affrontare situazioni di emergenza, Haiti cadrà sotto il peso delle catastrofi sanitarie e naturali, ampliate dalla pessima gestione del potere e dalla dilagante corruzione che fiorisce a favore dei dignitari del regime e dello stesso Bay Doc. Aumentano di conseguenza la repressione, la violenza della polizia politica, il regime del terrore.

Torture, omicidi extragiudiziali e sparizioni sono all’ordine del giorno. Pur senza abolire i tonton macoutes, Jean Claude Duvalier pensa bene di creare la sua guardia personale, grotteschi pretoriani soprannominati les Léopards!

A dare la prima, significativa spallata al regime ci penserà Giovanni Paolo II, che nel 1983, in visita a Port-au-Prince, dichiarerà con fermezza: “Qui qualcosa deve cambiare!” E i cambiamenti non tarderanno ad arrivare. Nel 1986 sotto la pressione della Comunità internazionale per le continue violazioni dei diritti umani e a seguito anche di sommosse scoppiate spontaneamente in diverse città del paese, Baby Doc fugge precipitosamente all’estero, rifugiandosi in Francia..

Non senza aver dimenticato di portare con sé un consistente argent de poche di 120 milioni di dollari!

Dopo le devastazioni provocate dai due Duvalier, Haiti non si è mai più ripresa, incapace di avviare un’effettiva politica di sviluppo e di promozione sociale e culturale, rimanendo ancora oggi uno dei paesi più poveri del mondo. Di questo loro non invidiabile primato gli haitiani possono ringraziare Papà e Baby Doc!

 

 

 

(Fonte immagine di sfondo: https://culturacolectiva.com/history/papa-doc-army-of-zombies)

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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