Domenico Vecchioni, i grandi traditori della Storia. Benedict Arnold, il primo traditore degli USA

 

Benedict Arnold
(Fonte: Wiki)

Negli Stati Uniti ancora oggi dare a qualcuno del “Benedict Arnold “, vuol dire dargli del traditore. Perché? 

Nato nel 1741 a Norwich (Connecticut), Arnold si arruolò a soli 15 anni nella locale Milizia  per combattere contro i francesi nell’ambito della guerra dei sette anni (1756/1763), che opponeva le maggiori potenze coloniali dell’epoca.

Nel Nord America la guerra fu favorevole alla Gran Bretagna, che strappò il Canada alla Francia. 

Terminata la guerra, le relazioni tra i coloni e il governo di Londra si deteriorarono a causa delle crescenti imposte e tasse di cui erano gravati gli “americani”.

Lo scontento esplose in occasione del famoso Boston Tea Party, quando i coloni per protesta salirono a bordo di alcune navi della Compagnia britannica delle Indie Orientali e gettarono in mare 45 tonnellate di tè. In pratica una dichiarazione di guerra e l’inizio della lotta per l’indipendenza.

Benedict Arnold si arruolò immediatamente e fu uno dei combattenti più attivi e motivati. Nel 1775 raggiunse le milizie del Massachussets e continuò le sue ardite sortite, spesso coronate da successo, contro le postazioni inglesi.

Venuto a sapere che si stava preparando una spedizione in Canada, propose ai suoi superiori di organizzare una sua formazione composta di mille uomini che, seguendo la via fluviale, sarebbe arrivata fino al Quebec.

Si dimostrò in quell’occasione non solo buon patriota, ma anche generoso finanziatore. Anticipò tutte le spese della spedizione.

Questo gli valse la nomina a colonnello da parte di George Washington, che nutriva molta stima nei suoi confronti.

Il neo colonnello giunse per primo nel Quebec nel dicembre di quello stesso anno, dopo una lunga ed estenuante marcia forzata, ma in assenza dei rinforzi che gli erano stati promessi, non riuscì a conseguire definitivi successi.

Dopo diversi alti e bassi negli scontri con gli inglesi, si rese conto che non poteva più continuare la sua campagna in territorio canadese.

Ferito a una gamba e deluso per essere stato abbandonato, decise di tornare in patria, Qui però trovò ad attenderlo una sgradevole sorpresa.

Un procedimento penale per presunte estorsioni a danno di civili.

L’accusa era infondata.

Venne infatti assolto dalla corte marziale, ma certe dicerie sul suo conto continuarono a circolare e mai l’abbandonarono.

Per quasi due anni il colonnello Arnold fu messo in disparte svolgendo incarichi minori di controllo territoriale. 

Solo nell’aprile del 1777 uscì finalmente dal limbo e gli venne affidata la difesa di Filadelfia.

Ma bruciava dalla voglia di tornare in prima linea. Finalmente George Washington gli affidò il comando di un’armata e lo spedì a nord di New York.

Fu così che Arnold si ritrovò nel bel mezzo della battaglia di Saratoga, il 17 ottobre 1777, dove gli insorti colsero la loro prima, significativa vittoria, grazie anche al suo coraggio e al suo spirito d’iniziativa.

A quel momento Arnold era considerato un eroe. Presto però, con totale capovolgimento di valutazione, verrà visto come uno dei più grandi  traditori degli Usa.

Dopo la battaglia di Saratoga il suo diretto superiore, il generale Gates, lo accusò di aver disobbedito ai suoi ordini. E probabilmente aveva ragione.

Ma era stato proprio grazie alle ardite e impreviste iniziative del giovane colonnello che i ribelli avevano conseguito la vittoria e non certo per le strategie di Gates, troppo prudenti e convenzionali. 

In quegli stessi giorni inoltre gli fu comunicata la decisione del Congresso di non rimborsargli le spese anticipate per la spedizione in Quebec e di non concedergli la promozione a generale dopo le accuse di Gates.

“I grandi traditori della Storia” di Domenico Vecchioni

Accuse che pur non avendo avuto alcun seguito, avevano però diffuso dubbi e perplessità sufficienti a tarpare le ali della sua carriera militare.

Arnold insomma cominciò ad avere diverse ragioni di risentimento nei confronti delle autorità “ribelli”. 

In quello stesso anno Washington fece costruire sulle colline dominanti il fiume Hudson, un agguerrito forte destinato a sbarrare la strada al nemico britannico verso New York.

Un posto eminentemente strategico, chiamo West-Point.

Serviva a impedire agli inglesi di tagliare in due le tredici colonie ribelli che, senza continuità territoriale, avrebbero conosciuto grosse difficoltà.

Per comandarlo dunque ci voleva un ufficiale particolarmente capace. 

Washington, forse anche per compensare in qualche modo le “reazioni ingrate” riservate al suo protetto, nel quale continuava ad avere fiducia, pensò per quel posto proprio a Benedict Arnold,  che di conseguenza fu nominato comandante del forte West-Point. 

Fu quello il momento in cui Arnold decise di dare una svolta alla sua vita affettiva, sposandosi una seconda volta, dopo essere rimasto prematuramente vedovo qualche anno prima.

Nel 1780 si unì in matrimonio con Peggy Shippen, una donna affascinante, giovane, bionda e di ottima famiglia.

C’era però una nuvola che rischiava di offuscare quell’unione quasi perfetta. Peggy non nutriva sentimenti marcatamente ribelli nei confronti dei britannici.

E sarà proprio lei a giocare un ruolo fondamentale in quello che diventerà il tradimento di Benedict Arnold. 

Abituata a frequentare l’alta società di Boston, quando Peggy arrivò nella sua nuova residenza a West-Point rimase profondamente delusa, se non scioccata.

Era un posto isolato, squallido, lontano da tutto e da tutti, riempito di militari che vi conducevano una vita spartana. Non riusciva proprio ad abituarsi a quegli americani rozzi, senza maniere e rimpiangeva i britannici di Boston, persone raffinate e colte, presso le quali la vita sarebbe stata ben più interessante e divertente.

Cominciò quindi a lavorare psicologicamente il marito, che si rivelò peraltro un terreno molto fertile ai semi filo-britannici piantati dalla moglie, avendo sempre in mente le “reazioni ingrate” ricevute. Era stato trattato davvero ingiustamente.

Non lo meritava. Non lo accettava. 

Peggy astutamente non parlò subito di cambiamento di campo…

Il marito non era ancora pronto, doveva maturare dentro di sé la “buona” decisione”. Preferì aspettare l’occasione favorevole che si presentò con la vittoria del generale britannico Clinton: aveva ripreso dalle mani dei ribelli città di Charleston e la guerra sembrava di nuovo volgere a favore di Londra.  

Passando dalla parte dei britannici, suggeriva Peggy, Arnold avrebbe sicuramente recuperato i soldi del Canada e sarebbe stato senza dubbio promosso generale!

Le loro rendite sarebbero migliorate lei avrebbe potuto vivere la vita che aveva sempre desiderato e lui avrebbe ottenuto il grado militare che aveva sempre sognato.  

Il mancato generale tuttavia esitava, scosso dai dubbi e perplessità. Le insistenze della moglie però ebbero alla fine la meglio.

Peggy quindi lo mise in contatto con John André, elemento degno di tutta fiducia, che senz’altro avrebbe potuto fare da intermediario con i servizi britannici.

L’incontro avvenne in un’isolata casupola che si trovava a metà strada tra il forte americano e la Vulture, nave britannica ancorata nel porto di Boston.

I due andarono subito al nocciolo della questione.

Arnold disse di essere pronto a fornire i piani di difesa del forte, chiedendo in cambio la promozione a generale, l’integrazione nell’esercito britannico, il trasferimento a Londra e 60.000 sterline. 

André rispose che per il grado di generale e il trasferimento nella capitale britannica non c’era alcun problema.

Per le sterline, trattandosi di una somma considerevole, avrebbe avuto bisogno di un po’ di tempo per racimolarla.

Ma era certamente d’accordo sul principio.

Poteva versargli subito 20.000 sterline, il resto a forte conquistato. Arnold annuì: affare fatto. Il tradimento era stato consumato! 

Andrè chiese quindi quando avrebbe potuto acquisire i piani. Arnold rispose di averli con sé e di averli portati nel caso avessero raggiunto un accordo.

Il britannico quindi li esaminò con cura: era effettivamente ciò che voleva. Consegnò al “ribelle” le 20.000 sterline in monete d’oro  e poi in silenzio si separarono. Ciascuno dei due era convinto di aver concluso un ottimo affare. 

Domenico Vecchioni

Il grande tradimento tuttavia… non ebbe il finale previsto.

Di ritorno verso la Vulture, André ebbe la sorpresa di non trovare più la nave.

Presa a cannonate da una batteria americana, aveva dovuto rifugiarsi più lontano. Al maggiore inglese di conseguenza non rimase che dirigersi a piedi verso New York. Mal gliene incolse!

Sulla sua strada incrociò tre miliziani indipendentisti che sospettosi, avendo capito dall’accento che si trattava di un inglese, lo perquisirono e scoprirono la documentazione compromettente: i piani di difesa di West Point.

Arrestato, giudicato per spionaggio, Andrè fu presto impiccato.

L’americano dal canto suo fu più fortunato: apprese la notizia dell’arresto di André prima dei militari del forte. Ebbe di conseguenza la possibilità di fuggire in tutta fretta e di imbarcarsi sulla Vulture, Il suo tradimento si era rivelato per così dire un fallimento.

Aveva sì sfacciatamente tradito i suoi, ma le sue intenzioni per puro caso non avevano avuto conseguenze.

In ogni  caso si sentiva soddisfatto. Aveva salvato la vita, aveva intascato 20.000 sterline ed era stato promosso generale dell’esercito britannico!

Per lui il tradimento si era rivelato un buon affare. Non mostrò alcun rimorso.

La doppiezza di Arnold tuttavia assunse maggiore concretezza poco tempo dopo e questa volta il tradimento andò a buon fine, provocando immensi danni e la perdita di numerosi combattenti nel campo degli “americani”. 

Neo generale inglese, alla testa di 1.600 uomini, combatté duramente contro i suoi ex compagni e conquistò col ferro e col fuoco la città di Richmond. 

Un tradimento insomma a 360 gradi! 

Benedict Arnold aveva accanitamente combattuto contro gli insorti, lui che era stato uno dei principali protagonisti dell’insurrezione! 

 

 

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Questa ed altre interessanti storie di grandi traditori potete trovarle in I grandi traditori della Storia di Domenico Vecchioni

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(Fonte immagine di sfondo: https://www.youtube.com/watch?v=PEcd7eOnLIU)

 

Redazione Conoscere La Storia

Conoscere La Storia vuole raccontare la storia agli appassionati, anche ai meno esperti, con semplicità, chiarezza e immediatezza.

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