Domenico Vecchioni racconta Linda Tripp e lo scandalo sexgate

I protagonisti principali di questa commedia all’americana sono quattro.

Linda Tripp, 46 anni, moglie di un ufficiale, nel 1990 viene assunta dalla Casa Bianca per un lavoro di tipo amministrativo. E’ una militante convinta del Partito repubblicano.

Le cose cominciano a guastarsi quando viene eletto Bill Clinton che non solo appartiene al partito avverso, ma è anche un personaggio che Linda non ama sul piano personale, nei modi di fare e nel comportamento.

Bill infatti è disinvolto, allegro, anticonformista, innovativo e moltiplica le conquiste femminili. Non somiglia certo al suo predecessore! Per evidenti ragioni d’incompatibilità politica, viene trasferita al Pentagono, con un incarico che non gradisce e che giudica addirittura insignificante. Accusa male il colpo. 

Proprio in quel periodo fa la conoscenza di una giovane donna assunta al Pentagono, anche lei proveniente dalla Casa Bianca, che le darà modo di riprendere la sua lotta contro Bill Clinton: Monica Lewinsky, il secondo personaggio della commedia. 

Le due donne presto simpatizzano e diventano amiche. Ma non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra. Monica ha 24 anni, 25 di meno di Linda. Vengono da ambienti sociali dissimili. Linda da una famiglia molto modesta, Monica invece è figlia di un celebre oncologo, ha studiato ed è cresciuta a Beverly Hills, il quartiere chic di Los Angeles e poi appartengono a schieramenti politici opposti: Linda è fieramente repubblicana, Monica decisamente democratica. Linda è bionda, Monica è bruna. 

L’intreccio della commedia prende forma alla fine del 1995: Bill Clinton e Monica Lewinsky diventano amanti. I loro rapporti amorosi avvengono nell’ufficio presidenziale, durante l’orario di lavoro. Rapporti molto brevi per forza di cose, ma pur sempre rapporti sessuali che danno luogo a una vera e propria relazione. Monica s’innamora perdutamente di Bill, affascinata probabilmente dall’alone della carica che ricopre, ma anche lui, cinquantenne dall’aspetto giovanile e in piena forma, sembra molto preso dall’invitante e giovane stagista. 

Malgrado tutte le precauzioni che i due prendono, i collaboratori del presidente intuiscono qualcosa e non tardano a correre ai ripari. Sono stati messi sul chi vive dall’insistenza con cui Monica cercava occasioni e scuse per entrare nell’ufficio del Presidente. Così nell’aprile del 1996, per una comprensibile precauzione, Monica è trasferita al Pentagono. Clinton dal canto suo non si oppone al trasferimento, sia perché in definitiva scopre di non essere poi così innamorato di Monica e sia per eliminare una mina vagante che avrebbe potuto creargli parecchio imbarazzo sul piano familiare e politico. 

Se sono diverse in tutto, come abbiamo visto, Linda e Monica hanno tuttavia in comune due cose: la nostalgia della Casa Bianca e un’insidiosa depressione. Del tutto naturalmente quindi finiscono per cercare conforto l’una nell’altra. Tuttavia è piuttosto Monica a considerare come una sua speciale confidente quell’amica così cara e comprensiva, sempre pronta ad ascoltarla. Con tutta naturalezza le racconta le sue pene e le sue aspettative, parla spesso del suo stage alla Casa Bianca, ma non dice ancora nulla di preciso sulla relazione che ha intrattenuto col Presidente. 

Il terzo personaggio della commedia naturalmente è William Jefferson Clinton, chiamato comunemente Bill, nato nel 1946 da una famiglia povera del sud. Dotato per la musica, suona con una certa eleganza il sassofono, tanto che pensa di diventare musicista professionista. Ma un incontro con John F. Kennedy cambierà il corso della sua vita. Viene preso dalla passione per la politica, che diventa la sua ragione di vita. Scopre del resto di averne le doti e il talento necessari. Nel 1978, a soli 32 anni, viene eletto governatore dell’Arkansas. E’ il più giovane governatore degli Stati Uniti. Guadagna continuamente terreno nell’ambito del partito democratico, tanto che nel 1992 viene designato come candidato alla presidenza, riuscendo in definitiva ad avere la meglio su George Bush senior. 

La sua presidenza si svolge in un contesto particolarmente favorevole, sia sul piano interno che su quello internazionale. Diventa molto popolare, anche se la parte più conservatrice dell’opinione pubblica lo critica non tanto per la sua politica quanto per il suo modo di essere e non gli perdona i suoi ambigui trascorsi giovanili.

C’è infine il quarto protagonista della commedia, il “procuratore indipendente” Kenneth Starr.  Durante la prima campagna elettorale di Clinton, i suoi avversari avevano evocato l’affare Whitewater, una operazione immobiliare fraudolenta nella quale ci sarebbe stato anche lo zampino di Bill Clinton, quando era governatore dell’Arkansas. L’accusa evidentemente fa un certo scalpore e scuote l’opinione pubblica. Così dopo l’elezione presidenziale, il ministro della giustizia Janet Reno non può fare a meno di nominare un “procuratore indipendente” per istruire il delicato dossier. In casi del genere, secondo la costituzione americana, la designazione del procuratore spetta al Senato, dove regna ancora una maggioranza repubblicana. Scontata quindi la scelta di un avvocato profondamente repubblicano: Kenneth Starr! 

Non sorprende quindi che appena nominato il procuratore speciale si metta a lavorare con accanimento per mettere in difficoltà il Presidente. Impiega una vera e propria “armada” di investigatori: centinaia di avvocati e agenti dell’FBI percorrono in lungo e in largo il piccolo Stato dell’Arkansas alla caccia di prove contro l’ex governatore. Ma dopo più di quattro anni di indagini, interrogatori, verifiche incrociate, Starr deve constatare di non aver nulla tra le mani. Dovrà presto chiudere l’indagine con un nulla di fatto.  

Ma prima di rinunciare definitivamente comincia a pensare che forse non ha percorso tutte le piste utili. Se quella della corruzione non ha dato risultati, quella sessuale potrebbe invece riservare delle sorprese. Il “farfallone” Bill potrebbe aver fatto qualche confessione, potrebbe essersi lasciato sfuggire qualche confidenza di troppo tra le lenzuola di una delle sue numerose amanti. 

Intanto Monica Lewinsky fa di tutto per riallacciare la relazione amorosa con Bill. E ci riesce. Si rivedono in due occasioni ufficiali e di nuovo la scintilla della passione si infiamma. Durante sei mesi i due si vedranno almeno una volta settimana. Questa volta il quadro è più delicato perché Monica non lavora più alla Casa Bianca.  

Naturalmente Monica ha sempre più cose da raccontare alla sua confidente e cara amica Linda. Questa volta non resiste a dirle la verità: sì, è stata ed è l’amante del Presidente degli Stati Uniti! Le racconta tutto, fin nei minimi dettagli. Alla Casa Bianca gli atti amorosi, spiega Monica, avvenivano nell’ufficio del Presidente e per non rischiare di essere scoperti lei si limitava a fargli delle fellazioni… Ciò che però Monica non sospetta minimanete, è che Linda, la sua migliore amica, la sua confidente, la sua più matura compagna, che vede quasi come una madre, registra attentamente tutte le loro conversazioni telefoniche. 

Nel maggio 1997 arriva per Monica una doccia fredda, una bruttissima notizia. Bill ha deciso di rompere! Lo fa certo in maniera molto gentile, garbata, con molta cautela ma con parole definitive. La difesa della funzione presidenziale ha avuto probabilmente il sopravvento su una traballante love story destinata comunque ad estinguersi. Così per settimane Monica continuerà a parlare al telefono con Linda esprimendo tutta la sua delusione e il suo dolore. Si accumulano i nastri magnetici di Linda, che non ha ancora deciso come meglio servirsene. Nel gennaio del 1998 Linda consegna a Kenneth Starr la totalità delle sue registrazioni, venti ore di ascolto in totale! Una chance insperata, un regalo del cielo per il procuratore le cui indagini si trovavano a un punto morto.

Si ripromette di conseguenza di sfruttare al meglio quel materiale, il cui contenuto peraltro, se può essere moralmente condannabile e politicamente imbarazzante, non costituisce prova di condotte penalmente perseguibili. Starr deve modificare la rotta delle sue indagini se vuole approfittare dell’immenso regalo di Linda. Nel corso del procedimento giudiziario avviato da Paula Jones (che accusava Clinton di molestie sessuali), che pure si stava avviando verso un binario morto, chiama a deporre come testimoni Bill e Monica. A entrambi chiede se tra di loro c’era stato “del tenero”. Non essendo al corrente delle registrazioni telefoniche di Linda, entrambi negano con decisione. Questa insomma è la strada che d’ora in poi seguirà Starr. Dimostrare cioè che Clinton è un bugiardo di fronte alla giustizia e verso la nazione. 

Alla successiva deposizione i due confermeranno quanto già detto la prima volta: tra di loro ci sono stati solo brevi rapporti di lavoro, quando Monica era stagista alla Casa Bianca. 

Pochi giorni dopo il Newsweek afferma di aver avuto modo di ascoltare la conversazione tra Linda e Monica che inchioda il Presidente e lo fa apparire come un bugiardo, uno spergiuro. Inutile chiedersi da chi il giornale abbia avuto il nastro….La macchina dello scandalo oramai  è in moto e Starr ne approfitterà in pieno.

Di colpo Bill Clinton, presidente fino a quel momento popolare e amato, diventa un uomo braccato. Ha capito che Starr vuole lanciare contro di lui la procedura della destituzione per aver mentito al paese e quindi di non possedere le qualità necessarie per continuare la sua presidenza. Allo stesso tempo il procuratore aumenta fortemente la pressione su Monica, ingiungendole di dire la verità. I nastri di Linda parlano chiaro. La giovane donna alla fine crolla, cede e tratta: dirà tutto in cambio dell’immunità penale.

Il 13 agosto 1998 davanti al tribunale Monica afferma di aver avuto dei rapporti sessuali con Presidente. Presenta anche delle “prove” per così dire: una gonna blu macchiata dello sperma presidenziale e alcuni messaggi “particolari” di Bill registrati sul suo risponditore.

L’opinione pubblica appare alquanto disorientata e divisa. C’è chi considera il peccato di Clinton veniale e comunque non tale da dover indebolire la sua presidenza e chi invece ritiene che il Presidente, al di là della “scappatella”, si sia reso colpevole di mentire pubblicamente e quindi non sia degno di governare il paese. 

Intanto la procedura dell’impeachment va avanti. Ma la strada parlamentare è in salita. E’ necessaria in effetti per la sua approvazione la maggioranza qualificata dei due terzi e i rapporti di forza tra democratici e repubblicani proprio non lo consentono. Alla Camera dei Rappresentanti (a maggioranza repubblicana) la proposta viene sì approvata, ma con una maggioranza ben lontana dalla soglia prevista.. Al Senato poi (a maggioranza democratica) viene respinta, sempre però con una maggioranza risicata. 

Voti che in qualche modo riflettono il sentire maggioritario della popolazione: “non si destituisce un Presidente per un peccatuccio del genere…”.

Solo Linda Tripp continuerà imperterrita con la sua tesi, affermando di aver agito esclusivamente per il bene di Monica, la quale invece deve aver considerato il comportamento dell’amica del cuore come il peggiore dei tradimenti: il tradimento dell’amicizia e dei sentimenti.

 

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(Fonte immagine di sfondo: Image by Mike Brice from Pixabay)

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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