Donazione di Costantino: uno degli atti più controversi della storia

Tra gli atti più celebri attribuiti a Costantino e forse tra i più controversi della storia c’è la celebre Donazione – il termine tecnico è “Constitutum” – che rivoluzionava radicalmente il delicato equilibrio tra l’Impero e la Chiesa facendolo propendere in favore di quest’ultima. Il documento è contenuto nelle cosiddette “Decretali dello Pseudo-Isidoro”, una raccolta di leggi ecclesiastiche (rivelatesi false) prodotta intorno alla metà del IX secolo in Francia, e in alcuni manoscritti del Decretum, un compendio di fonti di diritto canonico del XII secolo.

Esso è importante perché decreta la donazione a Silvestro e ai suoi successori della tiara imperiale, simbolo del potere temporale, fissando il primato del vescovo di Roma sui patriarcati esistenti con la dignità di Sommo Pontefice. Con quest’atto, rilasciato secondo la leggenda da Costantino per ricompensare Silvestro della guarigione, i papi avrebbero da quel momento in poi detenuto la sovranità non solo spirituale ma anche temporale su Roma e l’Italia. Averebbero ricevuto inoltre tutte le proprietà immobiliari ivi presenti compreso il Palazzo Lateranense, che Costantino stesso aveva fatto costruire dopo la vittoria contro Massenzio. Il sovrano avrebbe infine spostato la sua corte da Roma a Costantinopoli lasciando il papa nel ruolo di padrone incontrastato dell’Occidente.

Donazione di Costantino: un falso fabbricato in Francia?

Il documento in realtà è un clamoroso falso, come dimostrò nel 1440 l’umanista Lorenzo Valla, anche se dubbi e perplessità furono espresse anche da Dante e dal teologo Niccolò Cusano. Valla notò che nell’atto, oltre allo stile zoppicante, al latino corrotto e alle formule giuridiche non in uso nell’età costantiniana, appaiono termini – come “feudo” – anacronistici per il IV
secolo. Il documento potrebbe essere stato prodotto nella seconda metà dell’VIII secolo nell’abbazia francese di Saint-Denis a supporto delle donazioni fatte alla Chiesa dai re franchi, oppure nel monastero di San Silvestro per esaltare le gesta del santo omonimo.

La curia romana comunque fu estranea alla genesi: lo dimostra il fatto che il documento fu ignorato nel corso della “lotta per le investiture”, tra XI e XII secolo, quando impero e papato si contendevano il primato, mentre fu utilizzato dal Duecento in poi quando evidentemente riprese a circolare.

 

Immagine via commons.wikimedia.org, autore Sailko

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Redazione di Conoscerelastoria.it

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