Duomo di Milano: in mostra la vetrata 25. Appena restaurata

In una lettera da Milano all’amico e confidente Thomas Love Peacock del 1818, il grande poeta inglese Percy Bysshe Shelley identifica un luogo ben preciso all’interno del duomo milanese, nell’abside, sotto le ampie vetrate della cattedrale (le più grandi al mondo), alla tenue e dorata luce delle quali egli ama ritirarsi per leggere la Commedia di Dante. Un luogo mistico, dove lo spazio finito della cattedrale si congiunge con l’infinito dell’interiorità. È proprio all’interno di questo spazio, per rivivere quella stessa emozione di Shelley, che la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano organizza, dal 28 giugno al 1 settembre 2019 (tutti i giorni dalle 8 alle 19), Vetrata 25: un’esposizione al pubblico all’interno del retrocoro della Cattedrale di alcuni antichi e preziosi antelli provenienti dalla quattrocentesca vetrata numero 25, dedicata a san Giovanni Damasceno, oggetto di un recente intervento di restauro, prima che essi risalgano alla loro collocazione originaria, a quindici metri da terra.

L’iniziativa, accessibile a tutti coloro che visitano il duomo, permette così finalmente di ammirare da vicino ed in tutto il loro splendore i dettagli e le raffinate particolarità di questi preziosi capolavori dell’arte vetraria, vera e propria Biblia pauperum della città di Milano da quasi sei secoli.

Duomo di Milano: l’opera fu offerta dal Collegio degli Speziali nel ‘400

Un particolare

La vetrata numero 25 sormonta l’altare di Santa Prassede, sul fianco settentrionale del duomo, tra la fine del capocroce e l’inizio dell’abside. Si tratta di una delle vetrate più antiche presenti in cattedrale e si presenta come un trittico composto da tre lancette per un totale di 38 antelli più il rosone superiore e 25 vetratine sagomate, a riempimento delle lesene lapidee.

La vetrata propone gli episodi della vita di San Giovanni Damasceno. Attribuita a Niccolò da Varallo, realizzata tra il 1478 ed il 1480, fu offerta dal Collegio degli Speziali, ovvero dai farmacisti del tempo, in onore del loro patrono san Giovanni Damasceno, originariamente collocata nel transetto sud. Già bisognosa di restauro nel 1539, la vetrata venne probabilmente trasferita in quell’occasione alla vetrata 25 del transetto nord. Successivamente, essa fu oggetto di numerosi e successivi interventi anche nell’Ottocento, per le cure degli architetti della Veneranda Fabbrica Giuseppe Vandoni e Paolo Cesa Bianchi; quest’ultimo avviò peraltro una delle primissime campagne fotografiche fin dal 1883.

Duomo di Milano: uno spettacolo da contemplare

L’intervento di restauro della vetrata, approvato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città di Milano e condotto dal laboratorio di Laura Morandotti è stato dovuto alla necessità improcrastinabile di intervenire sui telai deformati che ne compromettevano la struttura.

La pulitura da depositi organici che rendevano quasi illeggibili le scene ha messo in luce dettagli straordinari e rivelato particolari sorprendenti che oggi la Veneranda Fabbrica vuole offrire alla contemplazione ravvicinata dei milanesi e di tutti coloro che visiteranno il duomo nei mesi estivi. Gli antelli restaurati verranno riportati nella loro collocazione originaria nell’autunno di quest’anno.

Duomo di Milano: san Giovanni Damasceno e le immagini sacre

Durante il restauro

Giovanni Damasceno fu un personaggio di prima grandezza nella storia della teologia bizantina nel VII secolo, un eminente dottore nella storia della Chiesa universale. Egli è soprattutto un testimone oculare del trapasso dalla cultura cristiana greca e siriaca alla cultura dell’islam. Un santo cui le vetrate del duomo debbono forse, indirettamente, la loro esistenza. Il Damasceno fu infatti protagonista di una ferma opposizione contro coloro che negavano la possibilità di utilizzare immagini nel culto e nelle chiese cristiane. Secondo il santo, infatti, Dio ha scelto la storia umana per rivelarsi e si è incarnato nel grembo della Vergine Maria per farsi uomo tra gli umani nel Figlio Gesù e manifestare il suo volto. I suoi discorsi sulle immagini stanno alla base della piena riabilitazione di Giovanni Damasceno e della sua canonizzazione da parte dei Padri ortodossi convocati nel Secondo Concilio di Nicea del 787, settimo ecumenico. San Giovanni Damasceno è stato proclamato Dottore della Chiesa da Papa Leone XIII nel 1890.

 

Immagini via Veneranda Fabbrica del Duomo – Ufficio Stampa

Redazione Conoscere La Storia

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