Duomo di Orvieto: il gioiello assoluto di un potente comune guelfo

Poche città possono vantare un gioiello assoluto come il Duomo di Orvieto. La città umbra, già di fondazione etrusca, raggiunse il suo massimo splendore tra Due e Trecento, quando il potente libero comune guelfo ospitò varie volte i papi. Uno di essi, Niccolò IV, ordinò la costruzione della chiesa a seguito di un evento prodigioso. Era infatti accaduto che, nel 1263, un prete boemo in transito nella cittadina laziale, preso dai dubbi sulla reale presenza di Cristo nell’Eucarestia, avesse celebrato messa e l’ostia consacrata cominciasse a sanguinare.

Il miracolo fu subito riconosciuto dal papa allora ad Orvieto e il duomo fu destinato ad accogliere le reliquie del “miracolo di Bolsena”. La magnifica opera è frutto del lavoro collettivo di decine di artisti tra cui spiccano Arnolfo di Cambio, Giovanni di Uguccione, Lorenzo Maitani e Andrea di Cione detto l’Orcagna (autore quest’ultimo dello spettacolare rosone che orna la facciata). I marmi per la costruzione derivarono in parte dalla villa di Domiziano sui Colli Albani. L’interno ospita numerosi capolavori tra cui, nella Cappella di San Brizio, gli affreschi con le Storie degli ultimi giorni iniziate dal Beato Angelico e Benozzo Gozzoli e terminate da Luca Signorelli tra il 1409 e il 1502.

A lasciare senza fiato è soprattutto l’impressionante sezione dei Dannati all’Inferno, vibrante di vivido realismo. Da visitare anche gli adiacenti Palazzi dei Papi e il Museo dell’Opera del Duomo.

Redazione Conoscere La Storia

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