Eros e Storia. Il “furor eroticus” di Benito Mussolini

Tutti gli storici concordano sul fatto che il Duce fosse affetto da una grave forma compulsiva di dipendenza dal sesso.

Un vero furore erotico! Centinaia, in effetti, furono le donne da lui possedute, di tutte le età e le estrazioni sociali.

Si può pensare che alla base della nascita del “mito Mussolini” ci sia stato anche il suo speciale rapporto con le donne.

Il Capo del fascismo, come si sa, ebbe moglie e figli (legittimi e illegittimi), amanti più o meno ufficiali, legami più o meno duraturi, relazioni più o meno tempestose e soprattutto innumerevoli rapporti occasionali, quasi giornalieri, che duravano lo spazio di qualche minuto ed erano presto dimenticati. 

A sedici anni Benito scopre il sesso in un postribolo, liberando così il suo prorompente e irrefrenabile appetito sessuale. Comincia la “caccia” alle sue coetanee nella Romagna contadina e arretrata dell’epoca.

Una caccia rude e spesso sbrigativa.

Lo stesso Duce racconta nelle sue memorie di una tale Virgina B. “presa lungo le scale, gettata in un angolo dietro la porta e fatta sua” senza tanti complimenti.

E’ l’epoca in cui nasce l’idillio con la sua futura moglie Rachele Guidi, con cui va subito a convivere. Si sposeranno due volte: civilmente nel 1915 e con rito religioso nel 1925.

Superata la stagione adolescenziale,  Mussolini si lega a donne intelligenti e colte, dalle quali apprende molto.

Contribuiranno significativamente alla sua formazione ideologica, lo avvieranno alla carriera giornalistica e lo stimoleranno sul piano culturale.

Due su tutte: Angelica Balabanoff, una rivoluzionaria ucraina, e Margherita Sarfatti, ebrea, giornalista e scrittrice.  La prima “svezza” politicamente e sessualmente l’imberbe Mussolini emigrato a Losanna, senza mezzi, senza conoscenze  e senza prospettive.

La seconda, intelligentissima e abile, contribuisce a creare il mito Mussolini con la sua celebre biografia agiografica “Dux”, esportandolo a livello internazionale.

Consolidatosi nel potere, Benito ricorre sempre più di frequente al sesso per affermare forse la propria sete di dominio e di possesso, quasi a conferma della propria autorità.

E’ il periodo in cui l’”Ape Regina” Cesira Carocci si prende cura delle ammiratrici del Duce, “preparandole ideologicamente e igienicamente” al fatale incontro.

E’ l’epoca in cui ogni pomeriggio nella Sala del Mappamondo di Palazzo Venezia, Mussolini si concede un intervallo di 15 minuti per soddisfare la visitatrice di turno.

Una variegata e interminabile fauna femminile: giovani e meno giovani, brune, bionde, magre o in carne, di qualunque classe sociali, dalle contadine alle aristocratiche. Persino – secondo lo storico Mimmo Franzinelli – Maria Josè di Savoia si sarebbe ritrovata nel letto di Mussolini! 

E’ certo paradossale pensare a un Mussolini, instancabile consumatore di sesso, che si presenta alle folle oceaniche come il difensore della famiglia tradizionale, che invita le coppie sposate a generare quanti più figli possibile per fortificare la nazione fascista, che impone una speciale tassa agli scapoli. 

Lui, il maggior fedifrago d’Italia! 

 

 

 

(Fonte immagine di sfondo: https://www.theguardian.com/world/2019/mar/14/furore-over-european-parliament-president-antonio-tajani-mussolini-comments)

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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