Eros e Storia. Il mistero della vita sessuale di Adolf Hitler

Sulla vita sessuale di Hitler è stato davvero detto tutto e il contrario di tutto.

Spesso però i racconti sono stati condizionati dalla malcelata volontà di esaltare i peggiori istinti sessuali del Führer per collegarli in qualche modo alla sua folle visione politica e alla sua psicotica personalità.

Hitler, dunque, di volta in volta  è stato descritto come omosessuale, eterosessuale predatore, coprofilo, sadomasochista, cocainomane, sifilitico, asessuato… C’è insomma un po’di tutto, difficile dunque ritrovarcisi tra realtà e romanzo.

Se ci atteniamo a un rapporto dei servizi segreti americani dell’epoca (OSS), recentemente reso pubblico, Hitler sarebbe stato effettivamente un omosessuale, con tendenza tuttavia a reprimere la sua particolare natura.

In gioventù, a Vienna, il futuro Capo del nazismo avrebbe frequentato l’hotel Mannheim, dove ebrei facoltosi erano soliti intrattenersi con giovani compiacenti.

Un’omosessualità latente che spiegherebbe le strane abitudini “etero” del Fuhrer, dove emergeva un’indubbia dimensione masochista, per il senso di colpa derivante dalle sue più profonde pulsioni e si affermava al tempo stesso la volontà di dominare completamente il partner con pratiche umilianti e sconcertanti, nella impossibilità  di avere un rapporto sessuale soddisfacente e del tutto appagante.

Ma forse quel rapporto era in qualche modo condizionato da parametri ideologici tesi a descrivere Hitler nel peggior modo possibile. Oggetto sessuale di vecchi ebrei depravati! Pare molto poco probabile.

Molti storici ed esperti in effetti hanno escluso questa eventualità. Niente in realtà nel suo comportamento, nei suoi modi di fare, nelle sue pratiche sessuali suffraga tale ipotesi.

Anche la presunta impotenza dovuta alla mancanza di un testicolo, fa parte delle tante leggende sorte intorno alla vita intima del Führer.

Hitler non era affetto da monorchidismo, come attestò formalmente il prof. Hanskarl von Hasselbach, uno dei pochi medici ad averlo auscultato interamente nel 1944. 

E’ certo, in ogni caso, che le donne amate da Hitler in molti casi svilupperanno tendenze suicide, sconvolte forse da pratiche sessuali inconfessabili o pressioni psicologiche insostenibili.

Sarà l’attrice Renate Müller, stella di prima grandezza del cinema tedesco, a fornire scabrosi dettagli sulle “tendenze anomale e patologiche” del Führer.

Racconterà infatti al suo impresario Zeisler, all’indomani di una serata passata alla cancelleria:

“Ero sicura che avremmo fatto l’amore. C’eravamo spogliati e sembrava che dovessimo dirigerci verso il letto, quando all’improvviso Hitler si è lasciato cadere al suolo e mi ha pregata di prenderlo a calci. Io ho rifiutato, ma lui mi ha supplicato. Mi ha detto che era indegno di me e si è messo a strisciare in maniera abietta. La scena era insopportabile. Alla fine ho acconsentito alla sua richiesta e gli ho dato un calcio. La cosa lo ha immediatamente eccitato e mi ha pregato di continuare ripetendomi che lui non era degno di me e che non meritava di stare nella stessa stanza con me…”.

Una scia mortifera sembrava accompagnare le love story, presunte o reali, di Hitler. Quasi una maledizione. Molte delle donne insomma che si avvicinavano a Hitler si suicidavano o tentavano il suicidio! Riassumendo:

Maria “Mitzi Steiner”, giovane commessa di Monaco delusa dalla false promesse del suo amante, tenterà di impiccarsi con un filo per stendere i panni. Sopravvivrà.

Angelika “Geli” Raubal, la nipote di Hitler, non avrà la stessa fortuna.

Non resisterà psicologicamente ad una relazione dai contorni incestuosi e dalle pratiche sessuali anomale. Soccomberà a un colpo di pistola Walther PPK che si spara al cuore.

Inga Ley, attrice e ballerina, moglie del gerarca nazista Robert Ley, si innamora – non corrisposta – di Hitler. Delusa, si toglie la vita sparandosi un colpo di pistola. 

Martha Dodd. Figlia dell’ambasciatore USA in Germania. Vivendo a Berlino con la famiglia, si infatua di Hitler ed è affascinata dal nazismo vincente.

Cerca a tutti i costi di sedurre il Führer. Non è del tutto chiaro se ci sia riuscita.

Dopo la notte dei lunghi coltelli nel 1934, vive tuttavia una profonda crisi di coscienza e tenta di suicidarsi tagliandosi i polsi. Dopo la guerra cambierà completamente orizzonte politico, aderendo all’estrema sinistra, fino a diventare spia per l’URSS.

Unity Mitford, baronessa britannica, fervente sostenitrice delle Black Shirts di Oswald Mosley, perde completante la testa per Hitler.

Gli fa una corte spietata.

Questi ne è lusingato e anche un po’ divertito trattandosi di una nobildonna britannica. Entra in depressione per non essere riuscita nel suo intento. Si spara alla testa, ma non muore subito. Morirà dei seguiti del tentato suicidio nel 1948.

Renate Müller, star del cinema tedesco.

Ha una breve love story con il Führer, come abbiamo visto.

Poco dopo muore gettandosi dalla finestra. Suicidio per essere stata lasciata troppo presto o omicidio per aver rivelato le tendenze sado-masochistiche del suo amante?

Magda Goebbels, bionda e attraente, nazista a tutta prova.

Si innamora perdutamente di Hitler, il quale ricambia il sentimento, non si sa bene però se con passione o solo con un’intima amicizia.

Alcuni storici ritengono che il matrimonio di Magda con Goebbels sia stata solo una copertura per consentirle di svolgere il ruolo di first lady del III Reich, visto che il matrimonio con Hitler era impossibile.

Magda, con il marito e i suoi sei figli, si suicida nel bunker di Berlino nell’aprile 1945 perché “non era concepibile vivere in una Germania senza Hitler”! 

Anche Eva Braun, l’altra donna che, insieme a Geli, ha contato significativamente nella vita amorosa del Führer, si immolerà sull’altare di un amore disperato e senza speranza. 

 Una coppia peraltro proprio mal assortita…

Lui è vegetariano, non fuma, non beve, non fa sport, non ama il ballo, detesta le donne truccate, legge solo libri di politica o di architettura.

Lei invece non disdegna affatto l’alcol, fuma moltissimo, adora ballare, si trucca con entusiasmo, cambia di abito più volte al giorno, legge romanzi rosa. 

Ma si trattava di una “coppia”? Probabilmente no. Come ha scritto Schellenberg, per Hitler era inconcepibile coabitare normalmente con una donna.

Eva dunque, anche se ne soffre, sta stare al suo posto.

L’opinione pubblica tedesca infatti ignora del tutto la relazione di Hitler con “l’impiegata del fotografo Hoffmann”, la concubina discreta, l’amante segreta che vorrà seguire il suo idolo fino al disastro finale per realizzare il suo sogno di sempre: diventare Frau Hitler! 

Il 30 aprile 1945 Eva e Aldof finalmente si sposano nel bunker di Berlino, nel corso di un’allucinante cerimonia, sotto le bombe alleate e a poche ore dall’arrivo delle truppe sovietiche.

Scelgono di vivere insieme nel momento in cui hanno deciso di morire insieme.

 

 

 

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Immagine di sfondo: repertorio conoscerelastoria.it

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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