Far West Gazette n.12: sceriffi, la legge siamo noi

Per coloro che ogni giorno, a migliaia, si spostavano verso il West, la Frontiera non era solo un confine tracciato sulla mappa. Era soprattutto una dimensione dello spirito, un limite oltre il quale si diventava davvero uomini (o donne), liberi e diversi. Anche per questo, la Legge con la “L” maiuscola, quella che dominava nelle corti e nelle aule della civilizzata costa orientale, faticò moltissimo a imporsi a Occidente.

Non doveva solo confrontarsi con la delinquenza, ma anche con la sete di libertà, di assenza di limiti, di una vita certamente pericolosa ma finalmente vissuta nei suoi aspetti più naturali. Così, ingiustizia e legalità cominciarono a rivaleggiare e a contendersi il West a colpi di pistola. Proprio perché si era lontani dalle istituzioni e dalle maglie della giustizia umana, per alcuni la vita al di fuori della legge divenne una regola. Non tanti quanti il cinema ci ha fatto credere, ma abbastanza da rendere grama e pericolosa l’esistenza dei buoni coloni e degli onesti pionieri.

A difesa dei giusti e dei miti scesero in campo gli sceriffi. La loro era una vita difficile, spesso appesa a un filo e non di rado ambigua (alcuni provenivano dallo stesso mondo della criminalità che erano chiamati a combattere). Fu anche grazie a questi uomini coraggiosi che i territori divennero via via sempre meno selvaggi e che il West venne illuminato, giorno dopo giorno, dal chiarore di una costellazione sempre più fitta di stelle d’argento.

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Redazione Conoscere La Storia

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