Far West Gazette n.13: Toro Seduto, l’ultimo dei grandi capi

Il 15 dicembre 1890, Toro Seduto (Sitting Bull nella lingua dei conquistatori anglosassoni, Tatanka Yotanka in quella dei Lakota), protagonista della copertina di questo nuovo numero di Far West Gazette, rimase ucciso in un conflitto a fuoco (forse) casuale, nato più da contrasti interni ai nativi che dal desiderio del Governo di Washington di zittire il più autorevole e rispettato leader pellerossa. Lo spirito vitale degli indiani, tuttavia, era svanito da tempo. In alcune regioni del “Grande Paese” esistevano ancora agguerrite sacche di resistenza, come quelle di alcuni Apache di Geronimo, ma si trattava ormai di sopravvivenze sparute. La guerra contro gli indiani, scatenata dai bianchi per impossessarsi del Paese, si sarebbe protratta stancamente, anche se con episodi di rara ferocia, ancora per qualche anno, ma era di fatto esaurita.

Dei nativi restavano soltanto “segnali di fumo”, destinati a svanire nell’aria e a perdersi per sempre. Toro Seduto l’aveva capito, e non a caso aveva accettato di far parte dello show itinerante di Buffalo Bill: aveva compreso che l’unico modo per far sopravvivere la sua gente era trasmetterne la cultura facendola conoscere al maggior numero possibile di persone, con qualsiasi mezzo, anche quello degli spettacoli da circo. Qualunque giudizio si voglia dare alla sua scelta, resta il fatto che fu la prima pietra di una grande costruzione, che alla fine portò i popoli nativi a essere conosciuti, apprezzati e infine amati, divenendo parte integrante di uno Stato che prima voleva solo annientarli.

ACQUISTA LA RIVISTA

Redazione Conoscere La Storia

Conoscere La Storia vuole raccontare la storia agli appassionati, anche ai meno esperti, con semplicità, chiarezza e immediatezza.

Articolo Precedente

Turchia: si riempie la diga, addio a un millenario centro mesopotamico

Articolo successivo

12 giugno 1984: convertito in legge il taglio della “scala mobile”