Francia, gli ultimi fucilati: i 4 dell’OAS giustiziati dal Governo francese

Da destra: Claude Piegts, Albert Dovecar, Roger Degueldre, Jean-Marie Bastien-Thiry membri dell’OAS giustiziati in Francia fra il giugno ’62 e il marzo ’63. Sulla didascalia: “Fucilati per aver difeso l’Algeria Francese”.

Il celebre Il Giorno dello Sciacallo si apre con una esecuzione… realmente avvenuta. Nel marzo 1963, al Fort d’Ivry, Parigi, un plotone d’esecuzione liquida Jean Marie Bastien-Thiry, tenente colonnello dell’Arme de l’Air e… miliziano dell’OAS.

Miliziano: forse sarebbe meglio dire uno dei “pezzi grossi” dell’Organization Armeé Secrete, struttura clandestina nata in Algeria nel 1961 l’indomani del fallimento del Putsch di Algeri e responsabile di sanguinari attentati dinamitardi contro l’esercito francese e contro i ribelli algerini dell’FLN.

Alla fine degli Anni ’50 Bastien – Thiry è un giovane ufficiale, la cui notorietà in ambito militare è legata ad un sistema d’arma da lui progettato.  E’ in Algeria dove la Francia combatte una nuova, sanguinosa guerra coloniale. La eco dell’Indocina è infatti giunta nelle altre “dipendenze” oltremare di Parigi, come l’Algeria dove il FLN insorge, mostrandosi un nemico particolarmente duro: già nel ’56 arriva a conquistare il centro di Algeri.

La situazione è difficile, tanto da spingere la società francese ad auspicare il ritorno dell’ “Uomo forte” di Francia Charles De Gaulle, che tornerà davvero nel ’58 come Presidente della Repubblica, mettendosi subito in luce per la fermezza con la quale intende mantenere l’Algeria legata al suo paese. Una fermezza che tuttavia non paga: Parigi impegnerà nel corso di tutta la guerra circa 400 mila soldati, nonché ingenti risorse finanziarie per condurre le operazioni, così da mutare in breve tempo la prospettiva politica sulla guerra e da indurre l’Eliseo a valutare una soluzione diplomatica. Porre fine al conflitto conservando immagine e reputazione della Republique.

A fronte dell’eventuale ritiro l’OAS entra in azione: bombe contro l’FLN ma anche contro i presidi francesi legati all’Eliseo.

Guidata da Raoul Salan (già comandante in capo delle forze francesi in Algeria e membro del Putsch), l’OAS diventa una spina nel fianco per De Gaulle ormai deciso al ritiro: i costi, in termini di denaro e di vite umane, l’avversione dell’opinione pubblica francese e non e le pressioni internazionali non gli pongono alternative. Gli accordi di Evian, raggiunti tra Francia e governo provvisorio algerino, acuiscono le tensioni e, alle bombe, l’OAS affianca il tentativo di eliminazione del capo dello stato. Charles De Gaulle e sua moglie Ivonne sono feriti al Petit Clamart nell’agosto del 1962: la loro vettura è raggiunta da una scarica di mitra per mano di Jean Marie Bastien-Thiry.

L’attentato non riesce, il Presidente e la Premiere Dame si salvano. E i restanti membri dell’OAS – dopo l’attentato ormai privi di appoggi e di aiuti – vengono catturati nel giro di poco tempo. E tutti sono condannati a morte.

Bastien – Thiry è l’ultimo ad essere giustiziato. Gli spetta la fucilazione: è anche l’ultimo nella storia francese a subire questo tipo di pena. E’ l’11 marzo 1963.

L’ultima esecuzione capitale eseguita in Francia risale invece al 1977. La ghigliottina cade sulla testa del tunisino Hamida Djandoubi.

Nel 1981 è graziato Philippe Maurice, condannato l’anno prima. Dal ’77, infatti, le condanne emesse non saranno mai eseguite.

 

 

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Marco Petrelli

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e una in Storia e politica internazionale, è giornalista e fotoreporter. Si occupa di difesa, esteri e reportage... questi ultimi di solito caratterizzati da un bianco e nero ad alto contrasto. Collabora, fra gli altri, con BBC History, AeroJournal, Affari Internazionali. Amante del cielo, ha dedicato due titoli alla storia aeronautica.

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