È partito con un gruppo di 34 guerriglieri, ha finito per sconfiggere uno dopo l’altro il Giappone, la Francia e gli Stati Uniti. Võ Nguyên Giáp è l’eroe delle guerre di liberazione del Vietnam, il “Napoleone rosso” che ha saputo sfruttare al massimo le caratteristiche del difficile terreno indocinese e le potenzialità del suo popolo. “Esco dalla scuola della giungla, non dall’Accademia”, disse nel 1946 al francese Leclerc.
Nato da una famiglia del nord tutto sommato benestante e studente del miglior liceo francese di Hue, Giáp aderì al partito comunista e nel 1939 si rifugiò in Cina presso Mao. Fu il leader cinese a fornirgli aiuti concreti che nel dicembre 1944 permisero al giovane di mettere su la sua prima banda di guerriglieri della giungla, che giurarono di combattere fino alla completa indipendenza del Vietnam da ogni dominio straniero. Da questo nucleo, che nel giro di quattro mesi con i Viet Minh arrivò a contare cinquemila uomini, sarebbe nato l’Esercito Popolare Vietnamita. Le “Brigate di propaganda armate per la liberazione del Vietnam” nel 1945 respinsero un attacco nipponico e così possono essere annoverate fra i vincitori della Seconda Guerra Mondiale.

Espulsi i giapponesi, i Viet Minh si trovarono a combattere i francesi. Il terreno era dalla loro parte: gli europei costruivano nella giungla basi avanzate da cui provare a controllare il territorio circostante, ma si trovarono presto assediati. Fu il destino di Ðien Biên Phu, massimo capolavoro della guerriglia nella giungla, con i vietnamiti nascosti fra le piante a ridosso del campo francese, mentre file di civili per strade impervie e lunghissime rifornivano i combattenti. Per capire l’importanza di Giáp in questo tipo di guerra, basti ricordare che il suo libro “Guerra del popolo, esercito del popolo” fu di ispirazione a Che Guevara, che ne scrisse la prefazione all’edizione cubana.
Giáp applicò le stesse tattiche contro gli americani, sfruttando al massimo i vantaggi offerti dalla copertura della giungla, che rimase scolpita nella memoria statunitense come un vero inferno. Giáp, che era nato nel 1911, fu sconfitto in alcune battaglie in campo aperto nel 1951 (Vĩnh Yên, Mao Khê, Yên Cu), ma appresa la lezione rimase imbattuto come comandante guerrigliero fino alla sua morte nel 2013.
Note: di questo tema si parla sul numero 7 di Storie di Guerre e Guerrieri, disponibile per l’acquisto nello store Sprea Editori